Nel complesso dibattito sull’immigrazione c’è anche chi accompagna le posizioni retoriche con l’esempio personale. Si tratta del premier finlandese Juha Sipila. Ieri, intervistato dalla Tv Yle, Sipila ha messo sul tavolo la disponibilità a ospitare, a casa sua, alcuni profughi (di cui non ha specificato il numero). Fresco di vittoria elettorale, ad aprile di quest’anno, alla guida del Partito di Centro, Sipila ha spiegato che vivendo per forza di cose con la sua famiglia ad Helsinki, la casa di Kempele, in Finlandia del Nord, a circa 500 chilometri dalla Capitale non viene molto utilizzata. Da qui la decisione di aprirne materialmente le porte agli immigrati dal prossimo gennaio. Il Primo ministro ha manifestato la speranza che si inneschi una sorta di movimento popolare «che ispiri molti a prendere la loro parte di responsabilità in questa emergenza abitativa dei rifugiati». E ha espresso l’intenzione di dimostrare che la Finlandia è un Paese «multiculturale». Il primo ministro ha inoltre spiegato che il piano europeo di redistribuzione dei 120mila rifugiati arrivati in Italia, Grecia e Ungheria dovrebbe essere su base volontaria, e la Finlandia dovrebbe dare il buon esempio. Proprio ieri il governo aveva raddoppiato la stima dei richiedenti asilo, portandola a 30mila. La notizia, chiaramente, ha fatto il giro del mondo, riportata da tutti i principali siti di news. Quello della tv svedese SVT, addirittura, ha scelto l’iperbole titolando che «i rifugiati possono vivere con il primo ministro finlandese». Il sito della tv Yle, che ha realizzato l’intervista, ricorda un precedente, sempre in Finlandia, quando il sesto presidente, barone Carl Mannerheim ospitò nel primo piano della sua casa di Kaivopuisto alcuni rifugiati che avevano dovuto abbandonare i territori della Carelia, dopo la Pace di Mosca del 1940. Tornando ai giorni nostri, comunque, già il cantante irlandese Bob Geldof venerdì aveva dato disponibilità ad accogliere quattro famiglie. Chissà se a qualcuno, in Italia, fischieranno le orecchie. Dopo mesi in cui l’opinione pubblica è stata compressa su tre lati: quello del dramma degli sbarchi, quello dei problemi sui territori in termini di sicurezza e ordine pubblico, e quello del dibattito politico diviso tra buonismo e intransigenza. Certo è che, quanti in questi mesi hanno usato parole di miele sulla solidarietà e la necessità di accogliere senza criterio, magari ricorrendo a certo storytelling strappalacrime, potrebbero segnare appunti dal gesto di Sipila. Ecco, dunque, chi potrebbe imitarlo. E dai siti istituzionali vi diciamo anche come. Camere degli ospiti, a quanto pare, non mancherebbero. I POLITICI ITALIANI Matteo Renzi Il presidente del Consiglio dei ministri e segretario del Partito democratico possiede due comproprietà al cinquanta percento, presumibilmente con la moglie (almeno così si ricava leggendo anche la posizione patrimoniale di quest’ultima disponibile sempre sul sito del Governo) una in un fabbricato da 12,5 vani e un’altra di 57 mq a Pontassieve. E poi un’altra comproprietà al 22,5% in un fabbricato di 17 vani, a Rignano sull’Arno. Spazio, in teoria non manca. Farà come il collega finlandese? Angelino Alfano Il ministro dell’ Interno, nello scorso luglio, definì l’Italia «campione del mondo» per accoglienza. E pensare che lui potrebbe intestarsi la fascia da capitano, con un gesto eclatante. La base non gli mancherebbe, almeno stando a quanto si ricava dal sito della Camera. Risulta infatti proprietario di un’abitazione ad Agrigento e comproprietario, assieme alla moglie, di un «fabbricato rurale» nella poco distante Sant’Angelo Muxaro. A 150 km circa da Mineo. Nemmeno molto lontano. Laura Boldrini Innegabile fu il lirismo della Presidentessa quando, nello scorso giugno, di recò a Milano quando la Stazione centrale era diventata un bivacco. «Milano – disse lodando le belle prove di solidarietà dei cittadini del capoluogo meneghino – dimostra di essere reattiva, capace di rimboccarsi le maniche». Ecco, anche lei potrebbe farlo. Risulta infatti proprietaria al 100% di un fabbricato a Mergo (An), comproprietaria al 50% di uno a Roma, e all’11,11% di un altro a Matelica (Mc). Nicola Zingaretti Lo scorso giugno, dopo l’incontro tra gli enti locali e Renzi sul tema immigrazione, disse che «siamo di fronte a un grande tema di accoglienza che rende la persona e l’essere umano civile». A differenza di molti altri a sinistra, Zingaretti non ha mai trascurato il nodo legalità, parlando di immigrazione. Però, anche per lui, vale la «lezione Sipila». Dal sito della Fondazione Policlinico Tor Vergata, risulta che Zingaretti (al 2013) è comproprietario di due case a Roma, con quote del 50 e del 33,33%. Magari, anche lui può farci un pensiero… Pietro Grasso Quanto ad accoglienza, il presidente del Senato Pietro Grasso ha le idee chiare. «È un dovere giuridico – disse lo scorso giugno – non soltanto è un dovere morale». E ancora: «Io sto col Papa, niente muri ma ponti. Sono per la solidarietà nei confronti degli immigrati». Però va detto che, per lui, aprire le porte potrebbe risultare un tantino più complicato. Risulta infatti comproprietario al 50% di un appartamento. Magari però la camera degli ospiti potrebbe metterla a disposizione... Ignazio Marino Ricordate l’entusiastica proposta di 30 euro per ogni famiglia disposta ad ospitare migranti? Lui lo potrebbe fare, addirittura aiutando un po’ David Cameron, che anche lui ha i suoi guai in ambito di accoglienza. Già, perché Marino, a meno di recenti variazioni, dal sito del Senato (dove ha seduto per pochi mesi nel 2013) risulta proprietario di un fabbricato a Londra, acquistato nel 2013. Chissà, il sindaco potrebbe proporre lo scambio al premier inglese: 30 euro al giorno in cambio di casa sua.
Il premier finlandese adotta i profughi. E i nostri politici?
Costretto dagli impegni istituzionali a vivere a Helsinki, Sipila nette a disposizione la casa di campagna. "Siamo una nazione multiculturale, diamo il buon esempio"
