Esteri

Caos Ungheria, migranti in fuga a piedi

Il governo vara misure restrittive, profughi in marcia da Budapest a Vienna. Asse Berlino-Parigi: sanzioni a chi rifiuta accoglienza. Onu: ricollocarne 200 mila LEGGI ANCHE Muri contro gli immigrati - Ancora scontri con la polizia

I migranti tentano la fuga dall'Ungheria diretti in Austria e Germania. A centinaia, infatti, si sono messi in movimento partendo dalla stazione ferroviaria della capitale, che ha visto solo treni fermi per ordine del premier nazionalista. A Bicske, a ovest della capitale ungherese, altri 300 sono fuggiti dalla stazione e 64 dal campo di accoglienza dit. In 300 si sono allontanati pure da un campo di accoglienza a Roeszke, con la polizia che ha chiuso temporaneamente il vicino confine con la Serbia ma secondo i media di Belgrado dopo alcune ore sono stati riacciuffati. Il governo magiaro di Vikor Orban, che ha definito i migranti "una minaccia per l'Europa", ha approvato lo stato d'emergenza per questa crisi e ha fatto approvare nuove misure restrittive con l'aiuto dell'estrema destra di Jobbik che non è riuscita a far passare l'ok all'invio di truppe ai confini. Intanto Repubblica Ceca e Slovacchia hanno ribadito il no alle quote obbligatorie ma hanno aperto alla creazione di un corridoio ferroviario sul loro territorio per far arrivare i migranti in Germania, se Berlino e Budapest sono d'accordo.   Asse Germania-Francia Angela Merkel e Francois Hollande hanno chiesto all'Ue che "al massimo entro la fine dell'anno" vengano costituiti in Italia i centri di smistamento (i cosiddetti "hotspot") di migranti. "Devono essere messi in piedi il più presto possibile", scrivono il cancelliere tedesco e il presidente francese in una lettera inviata al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e al presidente dell'Unione europea, Donald Tusk, il cui contenuto è stato riportato in una conferenza stampa da Steffen Seibert, portavoce di Merkel. "Strettamente legato al noto degli hotspot", ha aggiunto Seibert, vi è il tema della distribuzione dei rifugiati, in base a un principio di solidarietà, tra tutti gli Stati membri. Abbiamo urgente bisogno di un meccanismo vincolante e sostenibile per la sistemazione di queste persone". L'Onu chiede all'Unione europea una sistemazione per almeno 200.000 rifugiati. A parlare di un "programma di dislocamento di massa" è stato l'Alto commissario per i rifugiati, Antonio Guterres, riferendosi a coloro che godono di un "titolo valido per la protezione".   Pentagono: "Crisi migratoria durerà vent'anni" Si tratta di una crisi che allarma anche il Pentagono che prevede che durerà vent'anni. E di fronte ai numeri da esodo biblico anche il premier britannico, David Cameron, ha ceduto, annunciando che il suo Paese fornirà una sistemazione "ad altre migliaia di profughi" dalla Siria. In acqua e sulla terraferma, intanto, si continua a morire o a cercare di sopravvivere. Almeno 30 migranti sono annegati al largo della Libia; circa 200 sono stati dispersi dai gas lacrimogeni della polizia nell'isola di Lesbo mentre prendevano d'assalto un traghetto che li portasse verso la speranza. A Kobane, piccolo villaggio della Siria destinato a entrare nei manuali di storia contemporanea, è regnato per qualche ora il silenzio: il piccolo Aylan - morto sulla spiaggia di Bodrum e ritratto in una foto che ha scosso capi di Stato e di governo - il fratello di cinque anni e la madre sono stati seppelliti a Kobane, dove il padre li ha riportati. Aylan e il fratellino erano tra i 106.000 bambini che, secondo l'Unicef, hanno chiesto asilo in Europa nel 2015.   Appello dell'Onu all'Ue L'Onu chiede all'Unione europea una sistemazione per almeno 200.000 rifugiati. A parlare di un "programma di dislocamento di massa" è stato l'Alto commissario per i rifugiati, Antonio Guterres, riferendosi a coloro che godono di un "titolo valido per la protezione".   Da Budapest a piedi fino a Vienna Un gruppo di 500 migranti in marcia verso Vienna ha superato le barriere della polizia poste sulla principale autostrada che collega l'Ungheria all'Austria, proseguendo il cammino a piedi.Il gruppo, composto principalmente siriani e afghani, era partito stamane dalla stazione ferroviaria Keleti di Budapest, dopo giorni di inutile attesta a causa del divieto di salire sui treni imposto dalle autorità locali. La gente in marcia espone foto della cancelliera tedesca, Angela Merkel, e intona "Germania, Germania".   Dalla Germania La Germania si è detta pronta ad accogliere 800 mila richiedenti asilo nel 2015, quattro volte in più rispetto allo scorso anno. E una gara di solidarietà è scattata tra le città spagnole per accogliere i profughi: iniziative a Barcellona, Saragozza, Pamplona, Valencia, Malaga, La Coruna e Madrid. Aumenta il pressing sul premier britannico David Cameron, contestato tanto dal Partito laburista che da parlamentari conservatori, per le sue politiche, mentre 130mila persone hanno firmato una petizione on-line perché il Regno Unito fornisca asilo a un maggior numero di rifugiati.   Turchia porte aperte La Turchia continuerà a tenere le porta aperte ai rifugiati, ha assicurato il governo, accusando l'Europa di aver trasformato il Mediterraneo in un "cimitero" di migranti. La polizia ceca ha smesso di segnare i profughi con un numero scritto sulla pelle, dopo le polemiche sulle scritte a pennarello tracciate sulle braccia. Da ora in poi, le autorità utilizzeranno "braccialetti con i dati di identificazione".   Russia: "Crisi evento prevedibile" Vladimir Putin è intervenuto da Vladivostock sulla "crisi dei migranti in Europa" sostendo che si trattava di un evento "prevedibile e che ci si doveva attendere. La Russia aveva avvertito della vastità del problema", causata, secondo il presidente russo, da come l'Ue ha "ciecamente seguito la politica Usa verso la Siria. I siriani che abbandonano il loro Paese non lo fanno per il governo di Assad ma per colpa di Isis".

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