Parole struggenti di chi ha visto da vicino l'immagine del bambino siriano che ha commosso il mondo: "Ero pietrificata". Così la fotoreporter turca Nilufer Demir ha descritto il momento in cui ha visto il corpo del piccolo Aylan Kurdi riverso sulla spiaggia sulla costa egea della Turchia, un attimo prima di scattare le foto che hanno fatto il giro del mondo. "In un primo momento, quando ho visto quel bimbo, ero pietrificata", ha raccontato la fotoreporter dell'agenzia Dogan, aggiungendo di aver poi pensato che immortalare quella scena era un suo dovere professionale, nella speranza che, grazie a quello scatto, "qualcosa possa cambiare". La giovane fotografa ha scattato la foto ieri mattina intorno alle 6, sulla spiaggia di Akyarlar, nella provincia di Bodrum. "Aylan Kurdi, di tre anni, giaceva senza vita a faccia in giù, tra la schiuma delle onde - ha raccontato - nella sua t-shirt rossa e nei suoi pantaloncini blu scuro, piegati all'altezza della vita. L'unica cosa che potevo fare era fare in modo che il suo grido fosse sentito da tutti". Il fratello di Aylan, "Galip, giaceva a 100 metri - ha spiegato Demir - Mi sono avvicinata e ho visto che non aveva giubbetto salvagente, braccioli galleggianti o qualunque cosa che potesse aiutarlo a restare a galla. Un'immagine che dimostra quanto sia stato drammatico quell'incidente"
La fotografa del piccolo Aylan: "Ero pietrificata"
Il racconto della fotoreporter turca: "Il bambino di tre anni, giaceva senza vita a faccia in giù, tra la schiuma delle onde" LEGGI ANCHE Il papà di Aylan seppellisce la famiglia
