L’Ungheria alle prese con l’ondata di profughi che preme ai suoi confini spara lacrimogeni e allerta l’esercito. La polizia ha lanciato i gas contro i circa 200 siriani che affollano il campo d'accoglienza di Roszke, presso la frontiera con la Serbia. Gli scontri sono scoppiati dopo il rifiuto dei migranti di farsi registrare e prendere le impronte digitali perché temono che così sarebbero costretti a chiedere asilo a Budapest, mentre il loro obiettivo è raggiungere il nord Europa e soprattutto la Germania. E mentre continua la costruzione del «muro» di filo spinato, il capo della polizia, Karoly Papp, ha annunciato che «dal 5 settembre il servizio di protezione al confine sarà rinforzato con l'arrivo di 2.106 agenti» che si andranno a sommare al migliaio già attivi. Intanto la cancelliera tedesca Angela Merkel è stata accolta con sonori fischi al suo arrivo nel centro per rifugiati di Heidenau, in Sassonia, dove nel fine settimana c’erano sono stati violenti scontri fra polizia ed estremisti di destra. Circa 200 manifestanti hanno urlato alla leader tedesca «traditrice» e «siamo noi la folla», in risposta alla condanna espressa dal vice cancelliere Sigmar Gabriel. «Dobbiamo dirigere tutti i nostri sforzi nel rendere chiaro che non vi sarà tolleranza contro chi mette in dubbio la dignità degli altri» ha ammonito la Merkel. E il presidente tedesco Gauck, in visita a un altro centro di accoglienza, a Berlino, ha denunciato «la cupa Germania» dietro la serie di attacchi xenofobi di ispirazione neo-nazista. Il direttore di Migrantes, mons. Perego, di fronte all’ennesima strage, è tornato a suonare l’allarme: «L'Europa decida se vuole essere l'Europa della solidarietà - ha detto - Si rende urgente un'azione diplomatica internazionale, un'azione forte per tutelare queste persone disperate». Poi il presule avverte: «L’Europa, nel rafforzare la protezione internazionale, sta facendo crescere i nazionalismi con il rischio di mettere in discussione anche Schengen». E sul caso dell'Ungheria non nasconde la sua preoccupazione: «È di una gravità assoluta. Mi aspetto la ferma condanna da parte del Tribunale dei diritti umani».
L’Ungheria mobilita l’esercito. Lacrimogeni nel campo d’accoglienza
L’Ungheria alle prese con l’ondata di profughi che preme ai suoi confini spara lacrimogeni e allerta l’esercito. La polizia ha lanciato i gas contro i circa 200 siriani che affollano il campo d'accog...
