«Ciò che sta continuando ad avvenire con la sorte dei nostri due soldati è il sintomo della fine della politica estera in questo Paese». Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, è arrabbiato e incredulo alla lettura della sentenza della Corte di Amburgo che riguarda Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Per Salvini la questione marò non è solo un caso diplomatico: «È un caso emblematico. Del peso politico dell'Italia nel mondo prima di tutto. E ciò si ripercuote nelle misure che danneggiano la nostra agricoltura, la nostra industria, il nostro mercato». Salvini, che vicenda è questa dei due marò? «Una storia allucinante. Siamo al terzo governo che dice di occuparsi della questione: uno più ridicolo dell'altro. E soprattutto è incredibile che oggi, mentre stiamo parlando, l'Italia stia applicando le sanzioni contro la Siria, dove non c'è nemmeno l'ambasciata, e stia sostenendo anche l'embargo dei medicinali contro quello Stato. Applichiamo anche le sanzioni contro la Russia e a un Paese che sostiene da anni un processo del genere contro i nostri militari non diciamo praticamente nulla». Che significa questo? «È la morte della credibilità e della politica estera del Paese. Devo dire che ci fosse Silvio Berlusconi al governo, con tutti i suoi limiti, questa situazione sicuramente l'avrebbe già risolta». Che cosa ne pensa della decisione del tribunale di Amburgo? «Una democristianata. Non dà né ragione né torto agli uni e agli altri. Non libera nessuno e non esplicita la competenza di giudizio. Ma sembra normale poi la storia dei tempi? È la riprova che il governo italiano non conta un fico secco». Il governo Renzi si era ripromesso solennemente di risolvere la vicenda. «Come il governo Letta e quello Monti. Solo che Renzi in effetti aveva fatto molte più promesse. Aveva detto "non parliamone che ci stiamo arrivando". Ma in politica estera con il tridente di attacco Pinotti, Gentiloni, Mogherini dove vogliamo andare?». Dal governo c'è chi parla di vittoria a metà. «Non si sono messi d'accordo nemmeno fra di loro. Del Rio è incazzato, Gentiloni è mezzo contento. Questo dimostra che la sentenza sia un niente. Secondo me è una fregatura, una sconfitta, un ennesimo rinvio. Se fossero stati militari americani, francesi, tedeschi Latorre e Girone sarebbero a casa da un pezzo». In India intanto festeggiano… «Fanno bene. Ci hanno tenuto sotto ricatto e per il momento hanno vinto loro. Perché uno dei nostri rimane in India e l'altro dovrebbe tornarci. E si allungano ulteriormente i tempi. Dopo tre anni siamo al punto di partenza». Al governo Monti insomma. «Il governo più scellerato della storia della Repubblica, li ha battuti tutti. È stato fantozziano: si è sbagliato dall'inizio a farli entrare nelle acque territoriali, poi son tornati indietro, e poi, e poi…. Se l'avesse gestita un bambino la vicenda sarebbe andata meglio. Se ci fosse ora qualcuno con le palle…» Che cosa dovrebbe fare? «Con tutte le possibilità di influire che ci sono? Abbiamo guidato l'Europa per sei mesi, stiamo ospitando l'Expo…Invece di prendercela con la Siria e con la Russia ci sarebbe il modo per puntare i piedi». Se fosse lei premier la prima cosa che farebbe? «Con tre anni di ritardo è una parola. Di certo andrei là dicendo: "Vogliamo mantenere buoni rapporti, relazioni diplomatiche e commerciali? Ecco, non esiste che dopo tre anni siamo punto e a capo". E quindi con le buone o con le meno buone me li riporterei a casa». "Meno buone" che significa? «La storia dei servizi segreti di mezzo mondo dimostra che quando vuoi portare a casa qualcuno, o vuoi catturare una persona in territorio straniero si fa. Se si vuole». Latorre lei lo rispedirebbe in India? «Mai. Io non li avrei mandati indietro fin da subito. Figuriamoci oggi. I nostri anziani ci insegnavano "cosa fatta, capo ha". Non lo fai e qualcuno si arrabbia? Gli passerà». Un leghista che difende i soldati dell'esercito italiano. Qualche anno fa sarebbe successo? «Sono due lavoratori. Difenderei alla stessa stregua due camionisti, due agricoltori. Non erano lì a fare un safari. Se c'è qualcuno che lavora a nome o per conto mio io lo difendo». Che cosa si sente di dire ai famigliari dei nostri due soldati? «Che non sono mai stati e continuano a non essere soli. La vicenda è così palesemente incredibile che spero che possano tornare a casa a Natale». E scaduta l'eventuale licenza? «Gli rimandiamo indietro due delinquenti indiani qualsiasi delle nostre patrie galere. Visto che abbondano».
"È la fine della nostra politica estera Con Berlusconi il caso era già risolto"
Parla Salvini, il leader della Lega spara a zero sulla gestione folle dei governi di centrosinistra
