Esteri

Macedonia, cariche e lacrimogeni per fermare i migranti

Una decina di feriti in tutto. I profughi passano a gruppi di 200 dalla Grecia. Ue: "Pronti ad aiutare"

Migliaia di migranti sospesi tra Grecia e Macedonia. Questa mattina nuove cariche della polizia che, con i lacimogeni, cerca di respingere la folla di disperati. Una decina di feriti in tutto. La Macedonia ha decretato lo stato di emergenza e chiuso la frontiera. Dopo una notte e una giornata di tensioni, le autorità macedoni hanno però finalmente consentito a due gruppi di circa 200 migranti ciascuno, principalmente famiglie, di attraversare il confine. L'intenzione è dare la precedenza ai più deboli, donne, bambini e anziani, in proporzione alla capacità del Paese di "accoglierli e aiutarli", ma senza quantificare. La Commissione Ue ha già assegnato 90mila euro di aiuti alla Macedonia e di avere in partenza a settembre un programma per la gestione dei migranti in collaborazione con la Turchia e gli altri paesi dei Balcani occidentali. Bruxelles segue da vicino gli sviluppi della situazione. Si è detta pronta ad aiutare con ulteriore assistenza. La situazione sul terreno, però, è urgente. Medici senza frontiere ha denunciato di avere curato a Idomeni, il paesino dal lato greco della frontiera, una decina di migranti dopo l'attacco coi lacrimogeni e le granate assordanti, sparate dalle forze armate macedoni in mezzo alla folla dei profughi. L'Alto Commissario Onu per i Rifugiati Antonio Guterres ha parlato della situazione con Nikola Poposki, ministro degli Affari Esteri della Macedonia, e ha ricevuto assicurazioni sul fatto che in futuro i confini non verranno chiusi. "L'Unhcr esprime particolare preoccupazione per le migliaia di rifugiati e migranti vulnerabili, in particolare donne e bambini, che si trovano ora ammassati nella parte greca del confine in condizioni che continuano a peggiorare". Fa appello al governo per mettere in atto meccanismi che consentano di garantire una gestione ordinata delle frontiere senza trascurare le esigenze di protezione. L'Unhcr ha inoltre invitato l'Europa ad agire insieme per rispondere a questa crisi crescente e aiutare i paesi maggiormente interessati, come Grecia, Macedonia e Serbia.

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