Esteri

Usa: via libera ad "Addyi", il Viagra per lei

La prima pillola per stimolare il desiderio sessuale delle donne sarà disponibile il 17 ottobre su prescrizione

Disco verde negli usa al "viagra femminile", la prima pillola per stimolare il desiderio sessuale delle donne. La Food and Drug Administration americana ha dato il via libera finale alla "pillola rosa", prodotta dalla Sprout Pharmaceuticals nella Carolina del Nord. Sarà commercializzata con il nome di Addyi. E' un medicinale chiamato filibanserina che si prende prima di andare a letto e agisce a livello cerebrale sui neurotrasmettitori legati all'eccitazione, alzando i livelli di dopamina e serotonina. "Questo via libera offre alle donne che soffrono per il loro basso desiderio sessuale un'opzione di cura approvata", ha commentato Janet Woodcook, direttrice del centro di valutazione e ricerca sui medicinali (Cder) della Food and Drug Administration. "I pazienti devono rendersi conto pienamente dei rischi associati all'utilizzo di Addyi prima di prendere in considerazione il trattamento", ha tuttavia avvertito la Woodcook indicando tra i possibili effetti collaterali l'abbassamento della pressione e la perdita di coscienza.   Un po' di storia Originariamente prodotta dalla tedesca Boehringer Ingelheim, la controversa "pillola rosa" era stata bocciata per ben due volte dalla Fda, nel 2010 e nel 2013, prima dell'attuale approvazione legata anche alle pressioni delle lobby che hanno accusato l'autorità sui farmaci Usa di discriminare le donne rispetto alla possibilità di controllare la loro vita sessuale. "E' stato un viaggio significativo quello che ci ha portati a questo momento memorabile", ha esultato il Ceo della Sprouts Frarmaceuticals, Cindy Whitehead, in una nota. Il farmaco sara' venduto dietro prescrizione medica dal prossimo 17 ottorbre.   In quanti ne faranno uso Dopo il via libera in Usa alla pillola per il desiderio femminile, e in attesa del suo arrivo sugli scaffali a ottobre, la grande domanda è quante donne finiranno per provare il "viagra rosa". Se circa il 10% - secondo alcuni studi - soffre di disordini del desiderio sessuale, la Food and Drug Administration (Fda) specifica che il medicinale è approvato per le donne in cui il calo (o la mancanza) di libido causa stress o difficoltà interpersonali, e non è il risultato di malattie, problemi nella relazione o effetto di altri farmaci. Inoltre dopo otto settimane senza miglioramenti, la terapia - che fra i possibili effetti collaterali presenta calo di pressione e perdita di conoscenza - andrebbe interrotta. Per Lauren Streicher, ginecologa della Northwestern University, c'è grande interesse per il farmaco da parte delle sue pazienti. "Penso che questo cambierà anche il dialogo con il proprio medico", spingendo le donne a parlare più liberamente dei propri problemi sessuali, spiega l'esperta al "New York Times", con un effetto simile a quello ottenuto nel '98 dopo l'ok del Viagra per lui. Ma per Leonore Tiefer, sessuologa della New York University School of Medicine, la pillola "creerà più problemi che" benefici. Per evitare il pericolo di abuso, l'azienda produttrice Sprout ha spiegato che non pubblicizzerà il farmaco su radio e tv per 18 mesi dopo il via libera.   Achi è diretta La compagnia, ha spiegato il Ceo di Sprout Frarmaceuticals, Cindy Whitehead (che ha acquistato il flibanserin da Boehringer Ingelhaim, dopo il primo no della Fda all'immissione in commercio), si concentrerà sui medici, non sui consumatori. Circa 200 informatori raggiungeranno 30 mila medici, per lo più ginecologi, ma anche psichiatri e medici di medicina generale, per illustrare le caratteristiche del farmaco. L'esatto prezzo della "pillola del desiderio" non è stato ancora deciso, ma dovrebbe essere più o meno equivalente a quello di un mese di terapia con i prodotti contro la disfunzione erettile. Il medicinale è approvato per le donne in premenopausa. E ora la stessa Whithead ha ammesso l'interesse nel capire se il prodotto potrebbe funzionare anche nell'uomo. Ma la priorità di Sprout al momento è ottenere l'ok anche nelle donne in post-menopausa e sui mercati stranieri.

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