Tre giorni di caccia all’uomo, finita ieri sera con l’arresto di due stranieri accusati del duplice omicidio dei coniugi Francesco Seramondi (65 anni) e Giovana Ferrari (63), i titolari del bar panineria «da Frank» a Brescia. Si tratta di un indiano e un pakistano, titolari di una pizzeria poco distante da quella delle vittime. Gli investigatori avrebbero trovato anche l’arma del delitto: un fucile a canne mozze con il quale avrebbero aperto il fuoco e freddato all’istante i coniugi imprenditori. Il movente sarebbe quello della concorrenza. I due stranieri sono stati rintracciati a Casazza, in provincia di Bergamo e subito trasferiti alla questura di Brescia per essere interrogati dal sostituto procuratore Valeria Bolici che ha predisposto il fermo giudiziario. Fin da subito per gli uomini della questura di Brescia, il duplice delitto, sembrava non essere il frutto di una rapina finita male, bensì di una vera e propria esecuzione, avvenuta martedì mattina all’interno della pizzeria «da Frank», ubicata in un’area problematica di Brescia. Fin dalle prime ore le indagini hanno passato al setaccio la vita dei coniugi Seramondi, la loro attività (che ha visto impegnata anche la Guardia di Finanza) per verificare eventuali anomalie che potessero spiegare il duplice assassinio a sangue freddo, avvenuto nelle prime ore del mattino del 13 agosto. Un delitto sin da subito apparso inspiegabile, a cominciare dall’arma utilizzata, a calibro lungo e non una pistola. Ieri la svolta anche grazie alle riprese video delle telecamere di sicurezza degli assassini che entravano nel locale di Frank con il volto coperto da caschi integrali e mentre uscivano dopo aver freddato le due vittime a colpi di fucile. «Abbiamo fermato i due esecutori materiali del duplice delitto della pizzeria Frank. Il presidio dello Stato funziona, è attivo ed è efficace e rafforza il senso di sicurezza e di protezione nei cittadini - ha commentato il ministro dell'Interno, Angelino Alfano - mi congratulo con la polizia e la magistratura di Brescia per il silenzioso lavoro, incessante e a stretto contatto, che, assieme alla grande capacità investigativa, è stato premiato. Siamo tutti soddisfatti per il prezioso lavoro di squadra perché abbiamo ottenuto quello che speravamo». Un omicidio che aveva scosso l’intera comunità che proprio nel giorno di Ferragosto aveva partecipato numerosa ai funerali, stringendosi ai due figli della coppia. Alcuni amici e conoscenti per esprimere la partecipazione al dolore della famiglia, ma anche la rabbia per tanta violenza avevano indossato una maglietta con la scritta "Io sono Frank". Il caso aveva sollevato polemiche politiche, tanto che uno dei figli della coppia uccisa, alla vigilia di una fiaccolata di solidarietà, aveva rivolto un appello per evitare qualsiasi manifestazione, e dunque strumentalizzazione, politica. La notizia dell’arresto dei presunti killer è stata accolta con soddisfazione da alcuni esponenti politici. Tra i primi a commentare, il governatore della Lombardia, Roberto Maroni che in un tweet ha scritto: «Presi i presunti assassini dei coniugi di Brescia. Sono due asiatici. A casa loro li avrebbero messi al muro». E ancora il senatore Fi, Maurizio Gasparri: «Brescia, gli assassini due asiatici? No comment...».
Assassinati dai concorrenti pizzaioli
Risolto il giallo di Brescia. In manette un indiano e un pakistano Uccisi con un fucile a canne mozze i coniugi titolari della pizzeria accanto
