Un’emergenza come non si era mai vista in Europa. «La peggior crisi di rifugiati dalla Seconda guerra mondiale». In Italia, sulle isole greche, a Calais in Francia, in Ungheria, la situazione sta sfuggendo di mano. A tracciare uno scenario cupo è il commissario Ue all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos a Bruxelles che ha illustrato i dati record dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Quest’anno gli arrivi all’interno dei confini dell’Unione europea superano i 250mila. In tutto il 2014 erano addirittura meno: 219mila. Mentre i morti nel Mediterraneo quest’anno sono già 2.300. «Non c’è una risposta semplice o unica. Né alcun Paese può affrontare la questione da solo, perché l’impresa è titanica», ha detto Avramopoulos. Quindi, cosa fare? Per il commissario gli Stati della Ue dovrebbero mostrare «solidarietà e un approccio più europeo, un coraggio collettivo di andare avanti con gli impegni presi, anche quando è difficile e sono impopolari». Facile a dirsi, meno a farsi, visto che ogni tentativo del governo italiano in Europa nel chiedere maggiore divisione è sempre andato a vuoto. Tra i fronti caldi c’è quello greco. Sono di pochi giorni fa gli scontri tra la polizia e gli immigrati nell’isola di Kos con i migranti sbarcati direttamente tra gli ombrelloni dei vacanzieri. Frontex ha reso noto che in Grecia, a luglio, sono sbarcati quasi in 50mila, raggiungendo in un solo mese più arrivi di tutto il 2014 (41.700). Mentre secondo l’Oim quest’anno sono 134.988 gli immigrati passatu dalla Turchia alla Grecia. Come detto, altro Paese dove la tensione è alle stelle è l’Ungheria. Definita «di prima linea assieme all’Italia nel gestire l’emergenza», dal commissario Avramopoulos. L’Oim riporta dati sempre più allarmanti: 110mila richieste di asilo solo quest’anno in Ungheria, cinquanta volte più del 2012. «Siamo per abbattere muri, non per costruirli», ha detto il commissario riguardo alla strategia anti-immigrati decisa dal governo di Budapest. Infine c’è la situazione sulla Manica. Ormai gli scontri tra le forze dell’ordine e i migranti di fronte all’Eurotunnel di Calais sono all’ordine del giorno. «Anche qui la situazione è difficile - spiega il commissario - Presto sarò lì per testimoniare la solidarietà dell’Europa». Ma la solidarietà, come stiamo vedendo, da sola non basta a fermare le migrazioni e a ripartire più equamente il "peso" dei profughi tra gli stati europei.
La Ue si sveglia: «Mai così in crisi»
Un’emergenza come non si era mai vista in Europa. «La peggior crisi di rifugiati dalla Seconda guerra mondiale». In Italia, sulle isole greche, a Calais in Francia, in Ungheria, la situazione sta...
