Nell'Egeo orientale i profughi che provengono dalla vicina Turchia mettono il governo di fronte a una situazione drammatica. Cresce la tensione nell'isola greca di Kos dove si registrano scontri tra migranti e polizia. Le forze dell'ordine hanno usato anche i manganelli. Nuovi sbarchi, il centro d'accoglienza al collasso e centinaia di migranti stipati nello stadio, in attesa di conoscere il loro destino: mentre la stagione turistica è in pieno svolgimento nell'isola scoppia la guerriglia urbana. L'Onu ha definito "vergognosa" la situazione nell'isola e le autorità riescono a stento a far fronte al costante flusso di nuovi arrivi. Molti profughi si sono accampati in tende nei parchi e nelle piazze. Il tentativo di trasferirli in uno stadio è degenerato ed è scoppiata la rivolta . Gli incindenti in strada Gli incidenti hanno avuto inizio durante una normale procedura di registrazione e consegna di documenti che si stava svolgendo nello stadio di Kos dove le autorità avevano intenzione di trasferire parte dei 7.000 migranti attualmente sparsi in città e sull'isola. Gli immigrati, in gran parte siriani ed afghani, erano ammassati gli uni contro gli altri sotto il sole torrido in una lunga fila in cui c'erano anche tante donne con i figli piccoli in braccio. "Vogliamo i documenti, vogliamo mangiare!", scandivano in inglese. Alcuni migranti hanno cominciato a inveire contro gli agenti, poi si sono fatti più minacciosi e sono volate le prime pietre. I poliziotti hanno reagito prima con spintoni e poi con i manganelli. Alla fine, per non essere sopraffatti, hanno messo mano agli estintori innescando così un fuggi-fuggi generale. L'appello del sindaco di Kos La tensione sull'isola è alta, mentre il sindaco di Kos, Giorgos Kyritsis, ha lanciato un appello chiedendo l'assistenza immediata da parte del governo per affrontare la situazione delle migliaia di rifugiati che si sta progressivamente deteriorando. "Se non verranno presi subito rimedi, la situazione sfuggirà di mano e scorrerà il sangue", ha affermato Kyritsis. Sull'isola ci sono ormai oltre 7.000 migranti arrivati clandestinamente e le autorità locali non sono in grado di affrontare da sole i problemi connessi. Il sindaco ha inoltre chiesto al governo di trasferire altrove gran parte dei clandestini e di dispiegare sull'isola forze speciali di polizia per evitare situazioni estreme. La Guardia costiera ha soccorso e tratto in salvo più di 1.400 i migranti in quasi 60 operazioni di ricerca e salvataggio effettuate negli ultimi tre giorni al largo di diverse isole greche del Mar Egeo orientale. Lo riferiscono media locali citando un portavoce della Guardia costiera che ha precisato che i 1.417 migranti soccorsi tra venerdì mattina e questa mattina sono stati trovati a bordo di 59 imbarcazioni al largo delle coste delle isole di Lesbo, Chios, Samos, Agathonisi e Kos.
Tensione in Grecia, scontri a Kos tra immigrati e polizia
Nuovi sbarchi, centro d'accoglienza al collasso e migliaia di profughi bloccati sull'isola. Scoppia la guerriglia con le forze dell'ordine. L'appello del sindaco: "Intervenga il governo" VIDEO
