Esteri

Louisiana, spara in un cinema e poi si suicida

Strage in una sala di Lafayette: uccise due donne. Obama: "Abbiamo fallito sulla legge che regola la vendita delle armi"

Il film era cominciato da una ventina di minuti in un cinema di Lafayette, in Louisiana, quando un uomo è entrato in sala e ha sparato uccidendo due donne, prima di togliersi la vita. Tutto è durato una manciata di secondi: sullo schermo scorrevano le immagini di "Trainwreck", una popolare commedia romantica diretta da Judd Apatow. L'uomo è entrato dalla porta sul fondo, nel buio, e senza parlare ha sparato numerosi colpi di pistola che hanno raggiunto nove persone: oltre alle due donne morte sul colpo, altri 5 spettatori sono rimasti feriti, tre dei quali sono ricoverati in condizioni critiche. Non è la prima volta che viene seminata la morte in un cinema americano. Negli Usa è ancora vivo il ricordo della strage di Aurora del luglio 2012, quando il 27enne James Holmes entrò mascherato da Joker in una sala del Colorado durante la proiezione di "Batman - Il cavaliere oscuro" e uccise 12 spettatori e ne ferì una settantina.     Una testimone. "Non ha detto nulla e non ho sentito nessuno gridare", ha raccontato Katie Domingue, una delle persone che erano in sala a guardare il film. Quando sono arrivati gli agenti, l'uomo si era già sparato un colpo di pistola alla testa. La polizia sta indagando sul passato dell'omicida, 58 anni, che avrebbe precedenti penali in gioventù. Il movente rimane un mistero che "probabilmente non conosceremo mai", ha spiegato il capo della polizia di Lafayette, Jim Craft. Gli agenti hanno perquisito la sua abitazione e sono rimasti diverse ore nella sala del cinema per i rilievi, dopo aver bonificato la zona con unità anti-esplosivo.      La delusione di Obama. Barack Obama ha ammesso che il suo "insuccesso" nel non essere riuscito a far approvare una legge "di buon senso" e più restrittiva sulla vendita delle armi "è la mia più grande delusione". Così il presidente americano in uno stralcio dell'intervista concessa alla Bbc in cui confessa di essere "angosciato" di non essere riuscito a fare progressi su questo puntro "anche alla luce alle ipetute uccisioni di massa". Obama ha ricordato come se "si guarda al numero di americani uccisi dal terrorismo dopo l'11 settembre, sono meno di 100. Se invece si contano le persone uccise in episodi di violenza legati alle armi, si tratta di decine di migliaia". Obama aveva promesso una legge più restrittiva sulle armi dopo la strage del 14 dicembre 2012 alla scuola elementare Sandy Hook a Newton in Connecticut dove il ventenne Adam Lanza, armato con un fucile mitragliatore d'assalto -legalmente acquistato - massacrò 20 bambini e 7 persone, tra cui la madre. Dopo 5 giorni, sull'onda emotiva potente ma di breve respiro che aveva commosso l'America, Obama promise che avrebbe fatto del controllo sulla vendita di armi la priorità del suo secondo mandato. Formo' un task force guidata dal vicepresidente Joe Biden e il 16 gennaio 2013 Obama firmo' 23 decreti presidenziali e propose 12 disegni di legge al Congresso. Quì, però, tutto si arenò. Molti tra deputati e senatori, anche democratici, non si schierarono contro la potentissima lobby delle armi, finanziatrice delle campagne elettorali di molti di loro, la National Riffle Association. Da allora, nonostante lo stillicidio quasi quotidiano di massacri legati all'eccessiva diffusione delle armi negli Usa, nulla è cambiato

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