La pista degli scafisti è esclusa per il rapimento dei quattro italiani in Libia. I responsabili sarebbero invece criminali in cerca di un riscatto. E' quanto si apprende dal Copasir in seguito all'audizione dell'autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, Marco Minniti. "La pista degli scafisti non è da considerare. Si tratta sostanzialmente, a quanto ci viene riferito, di una banda di soggetti non legati al terrorismo che cerca di monetizzare questo rapimento". "Ad ogni modo "quando sono al lavoro dei professionisti, come è in questo caso, siamo predisposti a una soluzione positiva anche se la situazione è molto complessa e delicata. Il pericolo è che i tempi si allunghino. Occorre individuare delle fonti con cui interloquire che siano attendibili e che possano portare in tempi rapidi a una soluzione della vicenda". La vicenda dei quattro italiani rapiti vede al lavoro l'intelligence in un paese dove tradizionalmente i servizi italiani hanno buone relazioni, ma il rischio da evitare è l'allungamento della prigionia, con il rischio di arrivare a cessioni degli ostaggi a altri gruppi, magari terroristi. L'obiettivo di quanti sono al lavoro è di riuscire a fare tutto in tempi brevi, e per questo, gli attori in campo hanno scelti di muoversi con riservatezza. In ogni caso, lo scenario di un possibile scambio con scafisti, ammessa la remota ipotesi che da parte dei sequestratori emerga questa richiesta non è assolutamente percorribile, né accettabile.
Italiani rapiti in Libia. Scartata la pista degli scafisti
I rapitori sarebbero criminali comuni in cerca di un riscatto e non terroristi LEGGI ANCHE Milizia islamista: tra 10 giorni italiani liberi
