Esteri

Varoufakis si gode le vacanze e attacca Tsipras: "Come il golpe dei colonnelli"

L'ultima settimana dell'ex ministro greco tra dimissioni, accuse sui social per un selfie scattato sulll'isola di Egina e la netta contrarietà al piano dell'Eurogruppo

Yanis Varoufakis fa più male da semplice turista che nei panni di ministro. Le ultime settimane dell'ex braccio destro di Alexis Tsipras a Bruxelles non sono state delle migliori. Prima le dimissioni dall'esecutivo greco, poi le dure accuse di cui è stato vittima per un selfie scattato sulll'isola di Egina, mentre è in vacanza con la famiglia. Infine l'ennesima intervista, rilasciata al giornale inglese "NewStateman", in cui si dice profondamente contrario al piano dell'Eurogruppo che considera pari a un vero e proprio golpe. Tutto inizia la scorsa settimana Dimessosi a sorpresa dopo il referendum dal 5 luglio, viene paparazzato in costume mentre si scatta un selfie. Questa immagine, viene diffusa da un giornale greco per rimarcare l’assenza dell’ex ministro delle Finanze mentre in Parlamento i suoi compagni di Syriza votavano dure misure di austerità. Da qui la polemica che si è consumata con decine di post di protesta su Twitter. Molti rimproveravano all’ex ministro un comportamento inopportuno. In precedenza Varoufakis aveva difeso la sua assenza dal Parlamento rimarcando di aver deciso di trascorrere del tempo con sua figlia piccola, che vive in Australia. Intanto su "The Guardian" scriveva un altro durissimo articolo contro i ricatti della Germania. Il volto della ribellione greca Varoufakis è stato ancora di più di Tsipras il volto della ribellione della Grecia all’Europa. Stimato accademico dalle simpatie di sinistra, ha spinto il governo di Atene alla rottura con i creditori, schierandosi contro il "ricatto terroristico" dell’Europa al referendum. Posizioni così dure e combattenti che ne hanno consigliato, o imposto, la rimozione dall’incarico di ministro delle Finanze per far ripartire le trattative. L'attacco a Tsipras Tutto sembrava normale, la polemica infiammava sui social, ma in Grecia pochi si aspettavano che l'ex ministro attaccase il premier e il suo stesso governo. Dopo le parole dure contro i creditori internazionali, arriva un'altra bordata, questa volta contro Atene: "Il recente summit europeo non è nient'altro che la conclusione di un colpo di Stato. Nel 1967 le potenze straniere usarono i carri armati per mettere fine alla democrazia greca (chiaro riferimento al golpe dei colonnelli, ndr). "Nella mia intervista alla radio australiana Abc ho affermato che nel 2015 c'è stato un altro golpe delle potenze straniere, che hanno usato le banche invece dei carri armati". La politica dell'umiliazione Durissimo insomma il commento dell'ex ministro delle Finanze greco sul suo blog. "Leggere la dichiarazione del vertice è come leggere un documento che elenca i termini della resa della Grecia. È una dichiarazione che conferma che la Grecia diventa un vassallo dell'Eurogruppo". Una totale "umiliazione" del Paese e un "completo annullamento della sovranità nazionale". L'ex ministro delle Finanze rincara la dose con toni sempre più aspri. Gli europei, anche quelli a cui della Grecia non importa un accidente, faranno bene a stare attenti".

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