ATENE Dall’annuncio delle sue dimisioni lo insegue mezzo mondo. Ghiannis Varoufakis, ormai «ex» ministro delle finanze del Governo greco dopo la vittoria del «No» ha deciso di lasciare l'esecutivo ellenico «per agevolare la trattativa con Bruxelles» ha twittato ieri l'esponente di Syriza. Dopo aver fatto aspettare una cinquantina di giornalisti per almeno quattro ore sotto il suo ufficio di Via Nikis, lo troviamo seduto al bar «Twin Peaks» nel centro di Atene con le spalle rivolte alla strada per evitare sguardi indiscreti. Sta sorseggiando una birra tedesca alla spina con la moglie e alcuni amici. Lo riconosciamo e senza indugio ci avviciniamo al suo tavolo. Quattro guardie del corpo ci bloccano la strada. Già una volta a fine aprile Varoufakis è stato aggredito da un gruppo di anarchici in un ristorante di Exarchia. «Dove vai?» ci chiede a brutto muso un energumeno palestrato. «Vorrei intervistare il signor Varoufakis». «È un momento privato – dice il gorilla – l'onorevole non rilascia dichiarazioni, soprattutto alla stampa estera. «Ma noi vorremmo parlargli giusto due minuti e nella sua lingua», rispondiamo senza perdere le speranze. Arriva però un altro «no» secco da un altro body guard. A quel punto alziamo la voce per tentare di farci notare dal politico ellenico. Gianni - gridiamo all’indirizzo del ministro dandogli del tu - sono un giornalista da Roma, perché ci hai abbandonato?» Varoufakis divertito si gira sorridente e ci lascia avvicinare con un ampio gesto della mano, come per dire vabbè, però facciamo in fretta. «Mi hai mentito, non sei italiano». Diciamo che parlo bene il greco, tutto qui, ma vivo a Roma. Le posso chiedere due cose al volo? Perché si è dimesso? «Non potevo fare diversamente. Non c’erano più le condizioni per lavorare. Non potevo più andare avanti. Credo sia stata una scelta responsabile. Spero comunque che il Governo trovi al più presto un’intesa con l'Europa». Abbandonata la maglietta grigia da macho con cui si era presentato ieri sera alle Tv, Ghiannis indossa una bella camicia blu a pallini bianchi. Con quel look che ha scelto per presentarsi davanti alle telecamere dopo il referendum, aveva già in mente di dimetterti? «Non credo sia questo il problema. E poi io mi vesto come mi pare». Ora ritornerà negli Stati Uniti a insegnare, magari scriverà un libro sulla crisi? «Chi ha detto che lascerò la Grecia? Ho letto queste cose ma sono false. Sono un parlamentare di questo Paese e continuerò a fare qui il mio dovere. Questa è la mia Patria e chi dice che non ho avuto il coraggio di continuare è solo invidioso. Comunque io non sono un uomo da libri». Quando ha deciso di dimettersi? «Quando? Soltanto questa mattina (ieri, ndr) presto, da poco sveglio. Non c'è stato alcun piano preordinato come qualcuno sta facendo credere qui in Grecia. È stata una decisione che ho preso da solo, trascorsa una notte epocale per il mio Paese». Nessun ripensamento? «No. Lascio senza pensarci due volte. Nessuna dietrologia. Lascio ma non scappo. Stop». La moglie biondissima di Varoufakis ci incenerisce e fa capire all’ex ministro di smetterla lì. Lui si volta, riprende a scolarsi la birra tedesca insieme alla compagna. «Ciao greco-italiano, oggi è un gran giorno».
Varoufakis a Il Tempo: "Vi racconto la verità sulle mie dimissioni"
L'ex ministro delle Finanze greco intercettato nel centro di Atene mentre sorseggia una birra con la moglie e alcuni amici IL RITRATTO Un giocatore d'azzardo che non sbaglia un colpo
