Papa Francesco è atterrato ieri a Quito per la prima tappa del suo viaggio in America Latina. Un viaggio caratterizzato dal tema della gioia nell’annuncio del Vangelo ma anche dalla denuncia delle grandi disuguaglianze e delle iniquità sociali che ancora attanagliano i Paesi sudamericani. «La presenza del Papa in Ecuador - ha detto il presidente Rafael Correa, al potere dal 2006 e giunto al terzo mandato - è un uragano, un vento molto forte per la Chiesa e per tutta l’America Latina». Del resto, prima della partenza, dopo il consueto omaggio alla Madonna nella Basilica di S. Maria Maggiore, Francesco ha voluto incontrare sette clochard, a ribadire la sua opzione per gli ultimi. E in un Paese, l’Ecuador, dove il 2% delle famiglie detiene il 90% delle imprese il tema dell’ingiustizia sociale è molto sentito. Tuttavia, la visita pontificia sembra prevalere su tutto: è stato infatti raggiunto un accordo tra il governo e le opposizioni per fermare le manifestazioni di piazza contro Correa e la sua politica sociale durante la permanenza del Papa. A suscitare reazioni tanto accese da sfociare in violenza sono in particolare due proposte di legge con le quali Correa vuole introdurre una patrimoniale e la tassa di successione, con lo scopo di favorire una redistribuzione delle ricchezze, che però rischia di colpire soprattutto il ceto medio. E saranno sospese pure le telenovelas, la cui programmazione sarebbe coincisa con le dirette degli eventi, in particolare delle Messe di oggi e domani. Il Papa, che a Quito è stato accolto da un’immensa composizione a forma di croce realizzata con 140 mila rose bianche e rosse nel palazzo presidenziale, si recherà prima a Guayaquil, dove visiterà il santuario della Divina Misericordia e celebrerà la Messa nel Parco de Los Samanes.
Il presidente dell’Ecuador: «La visita del Papa è un uragano»
Andrea Acalia.acali@iltempo.it Papa Francesco è atterrato ieri a Quito per la prima tappa del suo viaggio in America Latina. Un viaggio caratterizzato dal tema della gioia nell’annuncio del...
