Esteri

Offensiva del Califfato nel Sinai: 70 vittime

Il governo del Cairo ha fatto bombardare le postazioni dei miliziani, uccidendone 38

Massiccia offensiva jihadista nel nord del Sinai, in Egitto, dove miliziani filo-Isis hanno tenuto le forze egiziane sotto scacco per oltre otto ore, costringendo l'aviazione a far alzare gli F-16 per bombardare le postazioni dei guerriglieri islamici. Finora i morti accertati tra militari e civili sono oltre 70, ma forse il bilancio finale supererà i cento. Gli integralisti del sedicente Califfato ne avrebbero perduti sul campo 38. L'esercito ha parlato di cinque checkpoint assaltati simultaneamente da circa 70 miliziani. Ad essere colpita soprattutto la zona di Sheikh Zuweid, città beduina vicino al confine con la Striscia di Gaza, che è stata praticamente occupata dai jihadisti; minato il commissariato, bloccate le strade di accesso. Anche a Rafah sono state udite alcune esplosioni. Nella rivendicazione su Twitter, il gruppo jihadista - che si autoproclama «Provincia del Sinai» - ha riferito di aver attaccato più di 15 postazioni della sicurezza egiziana e di aver compiuto tre attentati kamikaze, nell'ambito dell'offensiva per il Ramadan. Gli attacchi coordinati sono scattati all'indomani di un attentato a una stazione di polizia 20 chilometri a sud-ovest del Cairo, dove ieri la polizia ha compiuto un blitz uccidendo nove persone «armate» nel quartiere della Capitale che si chiama «6 ottobre», fra cui un noto membro della Fratellanza Musulmana. E arrivano solo due giorni dopo l'assassinio nella capitale egiziana del procuratore generale Hisham Barakat, magistrato di punta nella repressione dell'estremismo islamista avviata dal presidente Abdel Fattah Al Sisi. In questi giorni ricorre anche il secondo anniversario della deposizione del presidente islamista Mohammed Morsi. A fine aprile l'esercito egiziano ha prorogato di tre mesi lo stato d'emergenza nelle aree più turbolente della penisola del Sinai imposto a ottobre, dopo che in un attacco erano morti 33 militari. In seguito all'offensiva jihadista, Israele ha rafforzato le misure di sicurezza lungo la frontiera con l'Egitto e ha chiuso i valichi di Nitzana (verso la penisola) e di Kerem Shalom, all'estremità meridionale della Striscia di Gaza. L'Italia ha espresso vicinanza al popolo e al governo egiziano di fronte ai gravissimi attacchi terroristici. L'Egitto, sottolinea una nota della Farnesina, è un pilastro di stabilità nella regione e l'escalation della minaccia terroristica non riuscirà a piegare la determinazione del popolo e del governo. I partiti politici egiziani condannano uniti la serie di attacchi terroristici. A partire dal leader del Partito della libertà (centro-sinistra), Salah Hasballah, passando dal responsabile del Partito salafita al Nour, Younes Makhioun, per finire con l'Alleanza socialista popolare.

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