Una proposta partita dal basso. Una campagna di crowdfunding per finanziare il salvataggio della Grecia. E' quanto ha ideato un 29enne londinese, Thom Feeney che (riferisce il quotidiano britannico The Independent), stanco dei politici che non fanno nulla per aiutare il popolo ellenico, ha deciso di organizzare su Internet la raccolta fondi per evitare il default di Atene. La campagna è stata lanciata sul sito Indiegogo. In un'Europa divisa, sempre più dominata dalle forze centrifughe del nazionalismo e dalle barriere al suo interno. In una Unione in crisi, preda di una febbre di burocrazia, di strategie degne di un match di poker tra dilettanti e dominata dalle brutte notizie che giungono dalla Grecia, arriva una proposta che fa tornare alla mente un'America di tanto tempo fa. Quando gli Stati Uniti erano divisi da una guerra civile in cerca di se stessi. Quando il Nord e il Sud del paese viveva, a meno di cento anni dalla sua costituzione, una crisi di identità o meglio, pagavano con il sangue il prezzo del loro sviluppo come federazione. E in questo contesto che è utile ricordare il discorso di Gettysburg. Le parole pronunciate dal presidente degli Stati Uniti, Abramo Lincoln, il pomeriggio del 19 novembre 1863, durante la guerra di secessione americana, alla cerimonia di inaugurazione del cimitero militare di Gettysburg. Il pensiero di Lincoln è rivolto al dolore della nazione nella guerra civile, ma con l'ideale che a Gettysburg nessun soldato, dell'Unione o della Confederazione era morto invano. Rappresenta una pietra miliare nella costruzione della futura nazione americana. Lincoln parla di come gli esseri umani siano uguali, riprendendo quanto sancito nella Dichiarazione di Indipendenza. Sostiene anche che la guerra civile è stata una lotta non solo per l'Unione, ma "per la rinascita della libertà" che avrebbe reso tutti davvero uguali all'interno di un'unica nazione finalmente unita. Il discorso inizia con il famoso "Ottantasette anni fa...", riferendosi alla Rivoluzione Americana nel 1776. Lincoln usa la cerimonia a Gettysburg per incoraggiare gli uomini ad aiutare la democrazia americana, in modo che il "governo del popolo, dal popolo, per il popolo, non sia distrutto dalla terra". Allo stesso modo la crescita del Vecchio continente passa dalle capacità dei governanti di superare questa crisi. L'obiettivo dell'iniziativa che arriva dal web è 1,6 miliardi di euro. La somma che Atene avrebbe dovuto restituire al Fondo monetario internazionale entro martedì notte. Irraggiungibile? "Basta che ogni cittadino europeo doni tre euro e il gioco è fatto", assicura Thom. "Il costo di una birra piccola a Londra". Al progetto di crowfunding hanno contribuito in 3 giorni oltre 50mila persone per un totale di quasi un milione di euro. Le ricompense per chi decide di partecipare sono: "una cartolina da Tsipras" (per chi dona 3 euro), "insalate con feta e olive greche" (per chi dà 6 euro), "bottiglie di Ouzo" (10 euro), una bottiglia di vino greco (25 euro), un cestino di cibi greci ( 160 euro), o una vacanza di una settimana per due persone ad Atene per chi donerà almeno 5 mila euro. Se l’obiettivo finale non sarà raggiunto le somme saranno rimborsate. Se il risultato dovesse essere positivo, allora tutti ne guadagnerebbero qualcosa. Soprattutto la Ue che ripartirebbe coesa, più forte e credibile.
Il crowdfunding come arma digitale per salvare la Grecia
Manager londinese tenta di raccogliere 1,6 miliardi su internet, la quota che il Paese deve restituire al Fondo monetario internazionale
