Esteri

Calais, sciopero al confine con l'Inghilterra. Gli immigrati assaltano i tir

Circa 3mila profughi stazionano nella città francese in attesa di entrare nel Regno Unito. L'Ungheria sospende le norme su diritto di asilo GUARDA IL VIDEO

La circolazione di treni nell'Eurotunnel che collega Francia e Gran Bretagna è stata bloccata a causa della protesta di lavoratori portuali sul lato francese. Lo ha annunciato una portavoce della società che gestisce il tunnel sotto la Manica, spiegando che "il traffico è sospeso a causa di pneumatici dati alle fiamme" dagli operatori dei traghetti MyFerryLink, in protesta per il piano di ristrutturazione che prevede la vendita di due delle tre navi alla concorrente danese Dfds Seaways e la trasformazione della terza in trasporto merci. Eurotunnel, ha aggiunto la donna, "capisce molto bene le preoccupazioni" dei manifestanti, "speriamo che arrivino proposte di lavoro adeguate domani". In mattinata, i manifestanti avevano bloccate le attività anche nel porto di Calais, impedendo lo sbarco dei passeggeri e obbligando i traghetti a fare rotta su Dunkerque. Inoltre, la polizia era intervenuta per sgomberare un sit-in sull'autostrada A16 che porta al tunnel della Manica, con due manifestanti finiti in ospedale. Caos immigrati. Ormai è vero e proprio caos a Calais, sul lato francese del Canale della Manica, dove decine di immigrati irregolari che popolano i campi profughi nella periferia della cittadina stanno cercando in queste ore di nascondersi illegalmente in camion e furgoni parcheggiati in lunghe file a causa dello sciopero dell'Eurotunnel verso il Regno Unito. Lo riporta la Bbc, che scrive di vere e proprie scene di "confusione" nel porto commerciale e lungo le arterie stradali che portano allo scalo e al tunnel. La società che gestisce la lunga galleria sotto la Manica ha fatto sapere con una nota che "questo è il più alto numero di immigrati mai visto nell'area di Calais". Lo sciopero che oggi ha paralizzato i trasporti ferroviari fra Regno Unito e Francia è stato un'occasione per i tanti immigrati che stazionano da mesi a Calais di provare a sfondare le transenne e le cancellate dello scalo e a salire illegalmente sui mezzi, che attendono di essere imbarcati sui treni-shuttle che attraversano la Manica nel sottosuolo. Secondo le autorità francesi, al momento circa 3mila immigrati stazionano a Calais in attesa di entrare nel Regno Unito e nel 2014 ben 19mila tentativi di ingressi illegali sono stati sventati. La Bbc riporta oggi anche di "risse e lotte" fra gli immigrati che cercano di accaparrarsi i posti migliori sui furgoni e sui camion. Lo sciopero durerà almeno fino alle 20 di stasera. L'Ungheria sospende norme su diritto di asilo. Intanto il governo ungherese ha annunciato la sospensione dell'applicazione delle regole Ue, il cosiddetto Regolamento Dublino, che prevedono che il Paese debba accogliere i richiedenti asilo che hanno fatto ingresso in Europa attraverso l'Ungheria e che poi abbiano viaggiato in altri stati membri. Secondo quanto riferito da un portavoce del governo e riportato dalla Bbc, Budapest ha preso la decisione a causa del numero eccessivo di immigrati illegali che peserebbe sulle proprie strutture di accoglienza. La nuova sfida alle regole Ue giunge a pochi giorni di distanza dall'annuncio del governo nazionalista del premier Viktor Orbán di un piano per la costruzione di un muro lungo il confine con la Serbia per impedire l'accesso di immigrati illegali. Secondo le autorità ungheresi, quest'anno avrebbero fatto ingresso illegalmente nel Paese oltre 60mila migranti. "L'Ungheria ha usato tutte le capacità a sua disposizione". Ha affermato un portavoce del governo. "La situazione -ha aggiunto- richiede di agire in fretta; in questa escalation l'Ungheria deve muoversi un passo avanti alle decisioni della Ue". A seguito dell'annuncio la Commissione europea ha chiesto immediati chiarimenti al governo ungherese. Una portavoce della Commissione ha riferito che il governo ungherese ha giustificato la sospensione del regolamento sui richiedenti asilo per ragioni tecniche. In base alle regole, la responsabilità di esaminare le richieste di asilo presentate dai migranti ricade sul Paese nel quale questi hanno fatto il loro primo ingresso in Europa. Se i migranti si recano in un altro Paese membro della Ue possono quindi essere rimandati nel Paese di ingresso.

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