La linea di tolleranza zero contro i pedofili voluta da Benedetto XVI e continuata dal suo successore segna un ulteriore passo avanti. Ieri, infatti, al termine della riunione del Consiglio dei Cardinali, è stata annunciata l’istituzione di una nuova Sezione giudiziaria all’interno della Congregazione per la dottrina della fede, con personale stabile che presterà servizio nel Tribunale Apostolico, contro l’abuso d’ufficio episcopale. In altre parole, una sorta di procura per i vescovi che si macchiassero della colpa di insabbiare i casi di pedofilia nel clero. La decisione di Francesco è stata assunta dopo la relazione della Pontifica commissione per la tutela dei minori, presieduta dall’arcivescovo di Boston card. Sean O’Malley che comprende anche una proposta sul tema delle denunce di abusi sessuali su minori e adulti vulnerabili da parte del clero. Concretamente, oltre all’istituzione della Sezione giudiziaria, si è stabilito che la competenza a ricevere ed esaminare le denunce di abuso d'ufficio episcopale appartiene alle Congregazioni per i Vescovi, per l’Evangelizzazione dei Popoli, o per le Chiese Orientali; che sarà appunto la Congregazione per la dottrina della fede a giudicare i vescovi su questo abuso; che la nuova sezione sarà guidata da un segretario (probabilmente un arcivescovo) che assisterà il Prefetto, attualmente il cardinale Muller, e che per un periodo di cinque anni sarà valutata l’efficacia di queste novità per introdurre eventuali correzioni. Il Consiglio dei Cardinali ha anche cominciato a valutare la bozza del preambolo della Costituzione apostolica sulla riforma della Curia romana che andrà a sostituire la «Pastor Bonus» ma, come è stato ribadito più volte, non c’è alcuna fretta: i porporati torneranno a riunirsi a settembre. Annunciate novità anche nel settore dei media vaticani, che avranno un dicastero dedicato. Dopo la relazione tenuta da mons. Dario Viganò, direttore del Centro Televisivo Vaticano e presidente della Commissione per i mezzi di comunicazione istituita dal Papa, è stato presentato un progetto di riforma che sarà graduale e durerà quattro anni, con salvaguardia del personale. Coinvolti il Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, la Sala Stampa della Santa Sede, la Radio Vaticana, il Centro Televisivo Vaticano, l’Osservatore Romano, il Servizio Fotografico, la Libreria Editrice Vaticana, la Tipografia Vaticana, il Servizio Internet Vaticano. Intanto è stato confermato che la prossima enciclica di Papa Francesco dedicata all’ecologia sarà presentata il 18 giugno. Svelato anche il titolo completo, anticipato dal direttore della Lev don Giuseppe Costa nei giorni scorsi: «Laudato si’ - Sulla cura della casa comune». Alla presentazione parteciperà anche il metropolita Zizioulas in rappresentanza del patrriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I. Francesco ne parlò esplicitamente in gennaio, rispondendo ai giornalisti nel volo tra Colombo e Manila. «Credo - disse il Papa - che il dialogo con le religioni sia importante, anche su questo punto c’è un accordo. Ho parlato con alcuni esponenti delle altre religioni sul tema e almeno due teologi l'hanno fatto. Non sarà comunque una dichiarazione in comune, gli incontri con le religioni arriveranno dopo». È probabile che l’enciclica citi ampiamente le parole di Bartolomeo, del quale è noto il grande impegno per l'ecologia. Così come sono stati diversi i pronunciamenti del Pontefice su questo tema. L’ultima volta in occasione della solennità del Corpus Domini quando il Papa disse che «il rispetto del creato è un'esigenza della nostra fede: il "giardino" in cui viviamo non ci è affidato perché lo sfruttiamo, ma perché lo coltiviamo e lo custodiamo con rispetto. Ma questo èpossibile solo se Adamo, l'uomo plasmato con la terra, a sua volta si lascia rinnovare dallo Spirito Santo». I vescovi di tutto il mondo sono stati informati via mail dell’enciclica, introdotta da una lettera del card. Turkson, per prepararsi e accompagnare la pubblicazione con spiegazioni e commenti appropriati.
Pedofilia, alt ai vescovi che insabbiano
Saranno giudicati da una sezione della Congregazione per la dottrina della fede. Anche un ortodosso alla presentazione dell’enciclica "ecologica" del Papa
