Esteri

Sarajevo, Papa Francesco: "Sono un pellegrino di pace nella Gerusalemme d'Occidente"

E' il terzo viaggio apostolico in questa terra negli ultimi 18 anni. Il tema di questa visita: "La pace sia con voi"

L'aereo di Papa Francesco è atterrato all'aeroporto internazionale di Sarajevo alle 9. Ad accoglierlo ha trovato, in rappresentanza della presidenza, il cattolico Dragan Covic e per l'episcopato il cardinale Vinko Pulijc, arcivescovo di Sarajevo e presidente della Conferenza Episcopale bosniaca. Il Papa è quindi partito in auto verso il Palazzo Presidenziale di Sarajevo per la cerimonia di benvenuto. Lungo il percorso è stato salutato da cittadini in festa, molti dei quali avevano bandierine bianco-gialle in suo onore. Ma la folla più imponente lo attende già da ore nello Stadio Kosevo, dove alle 11 celebrerà la messa. Gli spalti e il campo da gioco sono gremiti e le persone presenti dovrebbero essere oltre 65 mila. "Sarajevo ha sofferto tanto nella storia. Adesso è in un bel cammino di pace. E' per parlare di questo che faccio il viaggio, come segno di pace e preghiera di pace". Sull'aereo in volo verso la capitale bosniaca, Francesco ha spiegato con queste parole il senso della sua ottava visita pastorale fuori dall'Italia. "Sarajevo è chiamata la Gerusalemme dell'Occidente perché vi convivono culture, religioni, etnie tanto diverse". "Vi ringrazio della vostra presenza e del vostro lavoro in questo viaggio non tanto lungo, appena una giornata", ha detto infine ai giornalisti rinviando al volo di ritorno una conversazione più ampia. In Bosnia come pellegrino di pace. "Sono venuto come pellegrino di pace e di dialogo, 18 anni dopo la storica visita di san Giovanni Paolo II, avvenuta a meno di due anni dalla firma degli Accordi di Pace di Dayton. Sono lieto di vedere i progressi compiuti, per i quali occorre ringraziare il Signore e tante persone di buona volontà". Nel suo intervento durante l'incontro con le autorità bosniache e i leader religiosi nel palazzo presidenziale di Sarajevo, afferma: "È importante non accontentarsi di quanto finora realizzato, ma cercare di compiere passi ulteriori per rinsaldare la fiducia e creare occasioni per accrescere la mutua conoscenza e stima. Per favorire questo percorso -ha aggiunto Francesco- sono fondamentali la vicinanza e la collaborazione della Comunità internazionale, in particolare dell'Unione Europea, e di tutti i Paesi e le Organizzazioni presenti e operanti sul territorio della Bosnia ed Erzegovina". Il Paese è parte integrante dell'Europa. I suoi successi e i suoi drammi si inseriscono a pieno titolo nella storia dei successi e dei drammi europei, e sono nel medesimo tempo un serio monito a compiere ogni sforzo perché i processi di pace avviati diventino sempre più solidi e irreversibili". Valori comuni contro l'odio. "Abbiamo tutti bisogno, per opporci con successo alla barbarie di chi vorrebbe fare di ogni differenza l'occasione e il pretesto di violenze sempre più efferate, di riconoscere i valori fondamentali della comune umanità, valori in nome dei quali si può e si deve collaborare, costruire e dialogare, perdonare e crescere, permettendo all'insieme delle diverse voci di formare un nobile e armonico canto, piuttosto che urla fanatiche di odio". "I responsabili politici -ha aggiunto Francesco- sono chiamati al nobile compito di essere i primi servitori delle loro comunità con un'azione che salvaguardi in primo luogo i diritti fondamentali della persona umana, tra i quali spicca quello alla libertà religiosa. In tal modo sarà possibile costruire, con concretezza d'impegno, una società più pacifica e giusta, avviando a soluzione, con l'aiuto di ogni componente, i molteplici problemi della vita quotidiana del popolo". Il terzo viaggio apostolico negli ultimi 18 anni. La visita di Francesco in Bosnia-Erzegovina è il terzo viaggio apostolico in questa terra nel corso degli ultimi diciotto anni. Giovanni Paolo II ha visitato Sarajevo il 12-13 aprile 1997 ed è tornato in Bosnia-Erzegovina il 22 giugno 2003 per la beatificazione di Ivan Merz. Il tema scelto per questo viaggio è "La pace sia con voi". Logo ideato per il viaggio apostolico, una colomba con il ramoscello d'ulivo e la croce. Nel pomeriggio il Pontefice celebrerà i vespri con il clero nella cattedrale del Sacro Cuore che venne danneggiata durante la guerra. Quindi, l'incontro ecumenico-interreligioso presso il centro studentesco internazionale francescano. Poi si dedicherà ai giovani riuniti presso il centro diocesano i via di costruzione "San Giovanni Paolo II".

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