Esteri

La Scozia minaccia Cameron: "Se uscita dall'Ue vogliamo l'indipendenza"

La leader dello Scottish National Party chiede al premier inglese di non dire addio a Bruxelles

Avvisate David Cameron, la Scozia non lascerà l’Europa. Nel discorso tenuto oggi a Bruxelles, Nicola Sturgeon, la leader dello Scottish National Party, è stata chiara. L’esito del referendum in/out dalla UE potrebbe sancire, oltre all’addio dell’isola di Sua Maestà dall’Unione, la fine del Regno. La Sturgeon ha espresso in maniera cristallina e decisa il suo pensiero: "Se vincerà il si non avremo alternative, indiremo una nuova convocazione alle urne per l’indipendenza". A chi ha tentato di metterla sotto pressione chiedendole se la minaccia del ricorso al referendum verrà utilizzata dal parlamento scozzese ogni qualvolta si trovi in disaccordo con le strategie politiche centrali, la Sturgeon ha risposto elencando i vantaggi che la sua terra e i suoi elettori stanno ricevendo in quanto parte integrante della Comunità Europea. "I benefici sono molti – ha dichiarato durante il suo intervento all’European Policy Centre la Premier della nazione in kilt – tra i quali voglio ricordare la spinta economica che danno al paese le 171.000 persone nate nel resto del mondo ma residenti e lavoranti qui". Decisa ad enfatizzare le sostanziali differenze tra le idee del suo elettorato nazionale e quello del resto della Gran Bretagna, ha poi aggiunto: "I sondaggi dimostrano che il nostro popolo supporta la membership con l’UE. Per questo chiederò a Cameron di blindare il referendum con un doppio lucchetto. L’eventuale vittoria del sì non dovrà bastare a dire addio a Bruxelles, ci vorrà l’ok di ogni singola nazione che fa parte del Regno Unito". E per ostacolare ancor di più la corsa allo yes, we go, Nicola Sturgeon punta sui giovani e sui non residenti. "Vogliamo che la forbice degli aventi diritto di voto sia allargata fino ai sedicenni, - ha spiegato a margine del sit-in – e che sia consentito recarsi alle urne anche ai nostri concittadini che vivono all’estero". Queste le sue dichiarazioni di guerra, arrivate pochi giorni dopo la fine del tour di Cameron nelle capitali europee. Il Premier, forte di una supremazia economica e di un assetto monetario assai più stabile di quello delle altre nazioni-sorelle, sta cercando di convincere/costringere i suoi colleghi a concedere al Regno Unito dei privilegi esclusivi in materia di immigrazione e non solo. La Union Jack sventola ancora tra le bandiere esposte fuori del parlamento di Strasburgo, ma il vento è forte e potrebbe farla volare via. O, addirittura, farla a pezzi irrimediabilmente.

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