Esteri

Isis, ucciso il "ministro della guerra" jihadista

Aveva combattuto al fianco di Saddam. Intanto la Russia accusa la coalizione Usa di avere fallito

Il ministero della Difesa iracheno ha annunciato l'uccisione del "ministro della Guerra" dell'Isis. Secondo quanto riferisce in un comunicato, si tratta di un ex colonnello dell'esercito all'epoca del regime di Saddam Hussein. L'uomo è rimasto ucciso nei raid lanciati dall'aviazione militare irachena nella provincia di Salah al Din.   Intanto la Russia accusa la coalizione Usa di avere fallito.  La Russia accusa la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti contro lo Stato islamico di non essere riuscita a compiere la sua missione in Iraq e la Siria. "Nonostante gli sforzi della cosiddetta coalizione anti-terrorismo guidata dagli Stati Uniti", riferisce un comunicato del ministero degli Esteri russo, l'organizzazione dell'autoproclamato califfo Abu Bakr al Baghdadi "è sempre più attiva". Mosca ritiene che i recenti sviluppi a Palmira, città nel cuore della Siria caduta la scorsa settimana nelle mani dell'Is, siano la prova dell'incapacità della coalizione guidata da Washington di frenare l'avanzata dei jihadisti. "Le ultime conquiste da parte dei militanti in Siria e le brutali esecuzioni di civili avvenute in seguito dimostrano l'inefficacia dei metodi della coalizione", ha aggiunto il ministero. Secondo la televisione governativa siriana, i miliziani dello Stato islamico hanno giustiziato 400 civili, inclusi donne e bambini, nella citta' siriana di Palmira, sede di un sito patrimonio mondiale dell'Unesco. La dichiarazione del ministero degli Esteri russo accusa anche alcuni paesi occidentali e regionali di "doppi standard" nella lotta contro lo Stato islamico. "Ancora una volta, invitiamo le parti internazionali e regionali ad abbandonare la pratica viziosa dell'approccio con doppio standard nella lotta contro il terrorismo, e ad avviare una cooperazione efficace con i governi dei paesi del Medio Oriente impegnati direttamente a respingere l'offensiva" dello Stato islamico, riferisce ancora il ministero russo. L'avanzata jihadista, conclude il dicastero di Mosca, "puo' essere arrestata solo quando la comunita' internazionale unirà i suoi sforzi su una base generalmente riconosciuta del diritto internazionale e con la rigorosa applicazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite"

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