Esteri

L'Irlanda vota sì alle nozze gay

E' il primo a modificare la Costituzione con una consultazione popolare. Svolta nel Paese dove fino al 1993 esisteva il reato di sesso omosessuale

La cattolica Irlanda ha detto sì ai matrimoni gay, diventando il 22esimo Paese ad ammettere le nozze omosessuali ma il primo a farlo attraverso un referendum. Con lo spoglio delle schede ancora in corso, il governo ha anticipato la notizia che il sì si è imposto nettamente. Il ministro della Salute, Leo Varadkar, ha parlato di "giornata storica" e ha affermato che questo risultati fa dell' Irlanda "un faro" per il resto del mondo in termini di libertà e uguaglianza. Per il premier Enda Kenny, il popolo irlandese ha mandato "un messaggio pionieristico". Anche il fronte del no ha riconosciuto la sconfitta: David Quinn, esponente della lobby cattolica Iola Institute, ha riferito sì sono "quasi il doppio" dei no". I risultati ufficiali del referendum arriveranno nel pomeriggio. Lo spoglio delle schede nelle 43 circoscrizioni è iniziato alle 9 di questa mattina (le 10 in Italia).   Fino al 1993 esisteva il reato di sesso omosessuale. La vittoria del sì rappresenta una svolta per l'isola a maggioranza cattolica, dove fino al 1993 esisteva il reato di sesso omosessuale e l'aborto resta proibito se la vita della madre non è in pericolo. La consultazione popolare ha approvato un emendamento all'articolo 41 della Costituzione del 1937 con la nuova formula secondo cui "il matrimonio puo' essere contratto per legge da due persone, senza distinzione di sesso". La campagna per il sì è stata sostenuta dalle maggiori forze politiche anche gli esponenti piu' conservatori del Fianna Fail e del Fine Gael del premier Kenny hanno tenuto un basso profilo, specialmente quelli provenienti dalle aree rurali. (foto Twitter)

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