Esteri

Nepal, superstiti estratti vivi dopo 8 giorni

I generi di prima necessità Onu in arrivo per via aerea rimarrebbero a lungo bloccati a Kathmandu. Altri sarebbero stati respinti dalle autorità doganali

Il bilancio delle vittime del devastante terremoto del 25 aprile in Nepal "sarà molto più pesante". Secondo il ministro delle Finanze, Ram Sharan Mahat, il numero dei morti sarà più elevato quando i soccorritori riusciranno a raggiungere i villaggi più isolati. "Ci sono villaggi in cui sappiamo che tutte le case sono state distrutte, ma che non siamo ancora riusciti a raggiungere. Le scosse di assestamento non si fermano e prevediamo che i numeri definitivi delle vittime saranno molto più alti". Intanto tre persone sono state estratte vive dalle macerie a otto giorni dal terremoto. Il ministero dell'Interno ha riferito che la polizia e i militari impegnati nei soccorsi sono riusciti a salvare i tre superstiti nel distretto di Sindhupalchowk, a nord-est di Kathmandu, una delle aree più colpite dal sisma. Uno di loro aveva 101 anni. I ritardi negli aiuti. Le Nazioni Unite hanno espresso "estrema preoccupazione" per i presunti ritardi delle autorità nepalesi nella consegna degli aiuti alla popolazione. Valerie Ramos, sottosegretario generale Onu con delega per gli Affari Umanitari, in proposito ha riferito di aver sollevato il problema con il premier Sushil Koirala, ricevendone rassicurazioni. Stando a numerose fonti, i generi di prima necessità in arrivo per via aerea rimarrebbero a lungo bloccati nel piccolo scalo di Kathmandu, e altri sarebbero addirittura stati respinti dalle autorità doganali alle frontiere con l'India. Amos, al termine di una visita nel Paese himalayano, ha anche ricordato la difficoltà di far arrivare i soccorsi alle aree di montagna più remote.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.