Esteri

Erdogan contro il Vaticano: "Papa Francesco si è unito al fronte del male"

Il premier turco: "Potrei espellere 100mila armeni". Un gruppo di hacker rivendica l'attaccato il sito ufficiale della Santa Sede

Oggi il primo ministro turco Recep Tayyp Erdogan durante una riunione del partito nella quale sono stati annunciati i candidati che parteciperanno alle elezioni del 7 giugno, è stato perentorio: "Il Pontefice si è unito al fronte del male nel complotto contro il partito Giustizia e Sviluppo (Akp), la formazione islamo-conservatrice al governo". La polemica sullo sterminio degli armeni coinvolge anche l'Europa, nuovo bersaglio di Erdogan. "Qualunque decisione prenda, mi entrerà da un orecchio e mi uscirà dall'altro", ha avvertito poco prima che il Parlamento europeo votasse una risoluzione per commemorare il centenario dell'inizio del genocidio in Armenia. Stando alla bozza, nella sessione plenaria a Bruxelles l'Europarlamento chiederà alla Turchia di "continuare nei suoi sforzi per il riconoscimento del genocidio armeno" e anche "l'apertura degli archivi per accettare il passato". Il testo sostiene che per l'Europa i turchi ottomani commisero "un genocidio" ai danni degli armeni tra il 1915 e il 1917. E tuttavia è meno duro di altre risoluzioni approvate in passato in cui esplicitamente si definiva il riconoscimento turco del genocidio armeno come una "precondizione" per l'adesione della Turchia all'Ue. Questo riferimento è assente dal testo che sarà messo al voto e il documento accoglie invece come "un passo nella giusta direzione" le dichiarazioni delle massime autorità turche con cui sono state offerte le condoglianze agli armeni e sono state riconosciute "le atrocità" commesse contro gli armeni ottomani. I parlamentari europei incoraggiano i turchi a sfruttare le commemorazioni del centenario del genocidio per "creare le condizioni per un'autentica riconciliazione tra il popolo turco e quello armeno," si legge ancora nel documento. Anche gli Usa hanno sottolineato che il massacro di un milione e mezzo di armeni è "un fatto storico", ribadendo che il chiarimento di quel periodo storico è nell'interesse di tutti, "della Turchia, dell'Armenia e dell'America."Le nazioni sono più forti e possono progredire riconoscendo e facendo i conti con elementi dolorosi del loro passato", ha sottolineato la portavoce del Dipartimento di Stato, Marie Harf. Ma Erdogan sembra voler far orecchie da mercante. Nel frattempo, un gruppo di hacker turchi ha rivendicato di aver attaccato nella notte tra lunedì e martedì il sito ufficiale della Santa Sede (www.vatican.va), messo fuori gioco per alcune ore e tornato alla normalità martedì mattina. Secondo la testata specializzata "Techworm", si è trattato di una rappresaglia - ufficiosa - di Ankara alle parole del Papa. La rivendicazione è arrivata sul profilo @YouAnonGlobal2, che fa riferimento a una delle tante sigle dell'organizzazione Anonymous, che sul sito ha presentato anche una nuova minaccia: "Continueremo".

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