Esteri

Isis, oggi il premier dell'Iraq Al Abadi incontra Obama

Il Pentagono: "Grazie alla campagna di raid aerei, i terroristi hanno perso il controllo del 30% del territorio conquistato da giugno del 2014"

A Washington è previsto oggi l'incotro tra il premier iracheno, lo sciita Haider al Abadi e Barack Obama, in cui i due leader si aggiorneranno sui progressi della guerra contro i jihadisti sunniti di Isis. Conflitto su cui negli ultimi mesi si sono registrate alcune divergenze sugli obiettivi sul terreno. A poche ore dal vertice, il Pentagono rivendica che grazie alla campagna di raid aerei della coalizione a guida Usa, iniziati lo scorso 8 agosto, Isis ha perso il controllo del "25/30%" del territorio che aveva conquistato da giugno del 2014. Le forze del sedicente califfo Abu Bakr al Baghdadi avevano conquistato ampie zone della parte settentrionale ed occidentale dell'Iraq, quelle al confine con la Siria, dove hanno la loro roccaforte a Raqqa. Ma ora dopo 8 mesi di raid e grazie all'offensiva delle truppe irachene - sostenute pero' dai pasdaran iraniani, cosa che Washington tollera ma non apprezza - la presa di Isis sul terreno si sta indebolendo. Secondo il colonnello Steve Warren Isis "sta progressivamente arretrando". Il territorio perso e' pari a 13.000/17.000 square km/q. Dall'8 agosto 2014 la coalizione ha colpito 3.244 obiettivi, di cui 1.879 in Iraq e 1.365 in Siria, dove i bombardamenti sono iniziati il 23 settembre.    In estate caccia F-16. Da Baghdad, fonti del governo, hanno annunciato di attendere finalmente tra luglio e agosto arrivino (notizia non commentata dal Pentagono) gli attesi 36 caccia-bombardieri F-16, che dovevano essere consegnati lo scorso anno. Consegna che venne rinviata per l'avanzata di Isis verso Baghdad e che aprì ad un'intesa (sgradita da Washington) tra Baghdad e Mosca che lo scorso luglio vendette ed inviò immediatamente in Iraq 25 aerei da guerra Sukhoi Su-25. Abadi, che si trova ad affrontare oltre alla guerra contro Isis anche l'emergenza economica causata dal crollo del prezzo del petrolio, punta ad ottenere altre armi, tra cui droni, da Washington. Il tutto cercando anche di avere un differimento dei pagamenti.

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