Esteri

Isis, 35 decapitazioni nel nord dell'Iraq

Twitter annuncia di aver bloccato in un solo giorno circa 10.000 account presumibilmente legati all'estremismo di matrice jihadista

Jihadisti dello Stato islamico hanno decapitato 35 membri della tribù degli Abu Faraj a Ramadi, nell'Iraq occidentale. Lo hanno riferito fonti citate da al-Arabiya. Ramadi, capoluogo della provincia di Anbar, è da alcune ore sotto attacco degli estremisti islamici. I militanti dello Stato islamico hanno attaccato su vari fronti Ramadi prendendo il controllo di due zone alla periferia della città. È una sconfitta per il governo di Baghdad. Il capo del consiglio provinciale di Anbar, Sabah Karhout, ha chiamato il premier Haider al-Abadi per domandargli urgenti rinforzi militari e forniture per i combattenti. I jihadisti hanno schierato veicoli e kamikaze a bordo di autobombe, per rompere le linee nemiche a nord della città. Poi hanno proseguito a piedi, hanno riferito fonti della sicurezza irachena. I militanti hanno preso il controllo del distretto settentrionale di Abu Faraj, da cui stanno fuggendo centinaia di famigile. Un'autobomba ha fatto esplodere il ponte sopra il fiume Eufrate che collega l'area con l'altra parte della città. Jihad sul web. Intanto Twitter ha annunciato di aver bloccato in un solo giorno circa 10.000 account presumibilmente legati all'estremismo di matrice jihadista, dopo aver riscontrato la pubblicazione messaggi con "minacce violente". Il New York Times precisa che non è possibile verificare la notizia in forma indipendente, perché i dati del social network non sono pubblici, ma se confermata, sarebbe la più grande azione di Twitter contro l'Isis, che secondo alcuni esperti ha circa 90.000 account simpatizzanti o affiliati. Il provvedimento arriva dopo le forti critiche rivolte al social network, accusato di aver permesso allo Stato islamico di sfruttare il web per diffondere la sua propaganda. Finora Twitter aveva comunicato di aver bloccato circa 2.000 account negli ultimi mesi. Il funzionario che ha fornito le nuove cifre ha chiesto l'anonimato per ragioni di sicurezza, e ha spiegato che l'azione è anche una conseguenza della pressione di attivisti, gruppi di hacker e guardiani della rete, che nei mesi scorsi hanno chiesto con forza un intervento per fermare la diffusione della propaganda jihadista nella rete.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.