Esteri

Nucleare, Kerry: "L'Iran non offre impegni tangibili"

I tempi supplementari che l'Iran e le sei grandi potenze si sono concesse non hanno ancora prodotto l'accordo. Netanyahu: "Non credo alla buona fede di Teheran"

"L'Iran non offre impegni tangibili, quindi rischia di subire sanzioni più pesanti". La Casa Bianca non ha ancora ricevuto un impegno specifico e concreto da parte dell'Iran. A Losanna proseguono i colloqui tra Teheran e il gruppo 5+1. Il portavoce del governo Usa, Josh Earnest, ha spiegato che i negoziati continuano a essere produttivi, ma ci sono ancora delle lacune. Scadeva ieri a mezzanotte la deadline per trovare un accordo preliminare sul programma nucleare, ma le parti impegnate nei colloqui hanno deciso di proseguire ancora nel tentativo di trovare l'intesa. Si tratta a oltranza. I tempi supplementari che l'Iran e le sei grandi potenze si sono concesse non hanno ancora prodotto l'accordo. Ma l'obiettivo è arrivarci. Fonti europee hanno detto che il negoziato, molto complicato, fatto di pesi e contrappesi, potrebbe proseguire ancora tutta la notte, forse addirittura altre 24 ore. "La lista di questioni da chiudere è lunga e molto complessa. Dopo una notte turbolenta, i negoziati sono entrati nel settimo giorno, sforando la scadenza del 31 marzo. Le delegazioni si sono riunite a partire dall'alba, alle 5 di mattina, a vari livelli, dopo poche ore di sonno. A coordinare i lavori il capo della diplomazie Ue, Federica Mogherini, insieme al ministro degli Esteri americano John Kerry, al britannico Philip Hammond, al tedesco Frak-Walter Steinmeier, e poi gli sherpa di Cina, Russia e Francia, con i titolari dei dicasteri tornati a casa. Al grande ottimismo diffuso nella notte dalla Russia, al termine della maratona negoziale di 17 ore, che aveva fatto sperare in un accordo a breve, oggi sono arrivare una serie di dichiarazioni prudenti, ma l'intenzione rimane sempre quella di chiudere. L'Iran è rimasta apparentemente tetragona sulle sue posizioni. Il capo negoziatore Abbas Araqchi ha confermato i punti irrinunciabili per Teheran: la prosecuzione delle attività di ricerca e sviluppo con le centrifughe per l'arricchimento dell'uranio più moderne e non ci sarà alcuna intesa senza "un accordo quadro sulla revoca di tutte le sanzioni" imposte a Teheran. Gli iraniani premono per un alleggerimento delle sanzioni che consenta loro di tornare a casa con un risultato tangibile. Gli Usa vogliono incassare un risultato che ponga paletti ben definiti al programma nucleare iraniano. E' incerto anche come verrà chiusa la partita: sembra difficile che ci possa essere un documento che definisca i dettagli. Più probabile che l'accordo-quadro venga sancito con una dichiarazione politica che consentirà nei prossimi tre mesi, fino al 30 giugno, di limare aspetti tecnici e legali. Intanto il premier israeliano, Benjamin Netnayahu, che non crede alla buona fede di Teheran, ha tuonato per il quarto giorno consecutivo avvertendo che è arrivato il momento di insistere per un "accordo migliore" che "riduca in maniera significativa l'infrastruttura nucleare iraniana" e "colleghi l'eventuale revoca delle sanzioni a un cambiamento del comportamento iraniano".

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