Andreas Lubitz era stato più volte giudicato "non idoneo al volo" negli Usa. E "più volte retrocesso" durante l'addestramento al volo di Lufthansa, che aveva frequentato dal 2008. A rivelarlo il tabloid Bild citando fonti della compagnia aerea: "Nel 2009 gli era stato diagnosticato un grave episodio depressivo poi rientrato". In totale sarebbe stato sotto trattamento psichiatrico per un anno e mezzo. Gli inquirenti della Procura di Dusseldorf hanno trovato indizi relativa alla malattia psichica di Lubitz durante la perquisizione della sua casa come scrive lo Spiegel online. Il Bild aggiunge inoltre che Lubitz era stato giudicato sei anni fa "secondo indiscrezioni in parte non idoneo al volo" durante l'addestramento nella scuola di volo Lufthansa di Phoenix, negli Usa. Il giorno dello schianto era in malattia e lo nascose. Il giorno dello schianto del volo Germanwings sulle Alpi Francesi, il copilota non doveva volare: era in congedo per malattia, ma aveva nascosto a colleghi e datori di lavoro la sua condizione. E' quanto reso noto dalla procura tedesca, all'indomani della perquisizioni nelle due case del giovane, quella dei genitori, a Montabaur, un'elegante cittadina a nord di Francoforte, e il suo appartamento all'ultimo piano di una palazzina residenziale proprio di Dusseldorf. Gli inquirenti hanno trovato "stracciati alcuni certificati di malattia molto recenti che dicono che non doveva lavorare, anche lo stesso giorno dell'incidente". Nelle case sono stati trovati anche documenti che dimostrano che il giovane era in terapia. Non è stato trovato invece alcun biglietto di addio "né indizi che facciano pensare a motivazioni politico-religiose". Dal passato e dalla vita personale del 27enne copilota suicida continuano quindi a emergere dettagli che delineano una personalità molto complessa. Già si sapeva che sei anni fa, nel 2009, aveva avuto "un grave episodio depressivo": era stato era stato sei mesi in terapia psichiatrica prima di completare la sua formazione da pilota. L'episodio era rimasto agli atti, nella documentazione relativa al giovane, in mano al dipartimento del traffico aereo tedesco sotto il codice SIC, che indica la necessità che l'interessato sia sottoposto a "controlli medici regolari". I procuratori di Dusseldorf non hanno chiarito che tipo di problemi impedissero al giovane di lavorare, né tantomeno hanno fatto alcun riferimento a una possibile malattia mentale. Ma dalle notizie raccolte dalla stampa tedesca, emerge sempre più la figura di un giovane amabile, ma con una passione quasi maniacale del volo (la casa era tappezzata di foto di aerei e materiale Lufthansa) e una storia di depressione, in terapia psicologica; uno stato forse peggiorato, secondo notizie non confermate, dalla rottura del legame con la sua fidanzata, la compagna di sette anni con cui avrebbe dovuto sposarsi il prossimo anno. Oggi si è anche saputo che il capitano del volo, Patrick Sonderheiner, padre di due figli, rimasto chiuso fuori dalla cabina di pilotaggio, tentò di rientrare usando un'ascia che faceva arte della dotazione di sicurezza. Intanto, sulle Alpi francesi, per il quarto giorno consecutivo sono proseguite le operazioni di recupero delle salme: inquirenti e tecnici specialisti setacciano tra rocce e sassi alla ricerca dei corpi e di reperti e di tracce di Dna, lavorando inerpicati su un declivio scosceso e scivoloso. Si cerca soprattutto la seconda scatola nera.
Strage Germanwings, Lubitz era in malattia e lo nascose
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