Esteri

Istanbul, bomba al giornale filo-Isis

Nello scoppio è morto un giornalista e altri tre sono rimasti feriti

Una giornalista è morto e altri tre sono rimasti feriti a Istanbul a causa dell'esplosione di una bomba nella redazione di una rivista filo-Isis. Lo riferiscono i media locali, aggiungendo che la rivista è il mensile Adimlar. La linea editoriale del mensile denuncia l'esistenza di un imperialismo coloniale occidentale in Medio Oriente e nel mondo islamico, e sostiene la necessità di difendersi con le armi. In passato, Adimlar aveva elogiato apertamente l'omicidio di un agente dei servizi segreti israeliani ucciso dall'Isis.   Dinamica e retroscena. È la sede di una rivista turca legata al sedicente Stato islamico (Is) quella colpita ieri sera da un'esplosione a Istanbul, con un bilancio di un morto e tre feriti. Lo scrive il sito del quotidiano Hurriyet, che cita un rapporto della polizia. L'ordigno esplosivo è stato piazzato all'ingresso della sede della rivista Adimlar e lo scoppio è avvenuto nel momento in cui la porta è stata aperta. La vittima è il 45enne Unsal Zor, uno dei redattori della rivista. Adimlar è considerata vicina al gruppo fuorilegge Fronte islamico dei predatori del Grande Est (Ibda-C), noto per il suo sostegno all'Is. L'attacco è stato rivendicato da un gruppo turco che ha annunciato la sua nascita il 19 marzo scorso, chiamato Unità per la difesa del popolo. "La rivista Adimlar è stata punita perché giustificava i massacri - ha fatto sapere l'organizzazione su Twitter - La nostre azioni continueranno finché continueranno questi discorsi. Difendere gli assassini è un crimine, nessuna azione contro i rivoluzionari rimarrà impunita". L'Ibda-C è nella lista delle organizzazioni terroristiche di Usa e Ue. Ha rivendicato gli attentati di Istanbul del 2003 contro due sinagoghe, una sede della banca Hsbc e il consolato britannico, costati la vita a 57 persone. All'epoca, tuttavia, le autorità turche indicarono al-Qaeda come responsabile.

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