Nel settemebre del 2013 ad Andreas Lubitz era stata riconosciuto un certificato di eccellenza di volo dalla Us Federal Aviation Administration (Faa). Il suo nome era stato inserito infatti dall'ente americano che supervisione l'aviazione civile nel FAA Airmen Certification Database, in riconoscimento del fatto che il giovane pilota, allora 26enne, aveva raggiunto gli standard di eccellenza di volo. Nello stesso mese Lubitz era stato assunto dalla Germanwings subito dopo aver completato il corso di formazione nella sede di Brema della Lufhtansa. Sul modo in cui il giovane pilota ha seguito il corso rimangono, comunque delle circostanze da chiarire: infatti Lubitz - che aveva sempre avuto il sogno di volare, stando a quanto hanno dichiarato dal "Luftsportclub Westerwald", il club di volo che frequentava da quando era teenager - aveva iniziato la scuola nel 2008, ma poi l'aveva per un periodo sospesa, per motivi che non sono ancora stati resi noti. Lo stesso amministratore delegato della Lufthansa, Carsten Bohr, nella conferenza stampa oggi a Colonia, non ha specificato i motivi, ricordando che se fossero stati di natura medica, sarebbero stati coperti dalla privacy. Cosa che ovviamente non impedirà ora agli inquirenti di avere accesso alle carte, ha assicurato Bohr che ha comunque ribadito che una volta ripresa la formazione, Lubitz è stato sottoposto nuovamente ai test medici e psico attitudinali che ha passato a pieno. "Soffriva di depressione". Una prima risposta agli interrogativi sul perché il giovane avesse sospeso la scuola da pilota sarebbe arrivata da una sua conoscente, la madre di un'ex compagna di scuola, che alla Frankfurther Allgemeine Zeitung ha detto che Lubitz "soffriva apparentemente di depressione o sindrome da burnout". Per questo aveva interrotto il corso per poi riprenderlo una volta superata la crisi. Quello che è indubbio, stando alle testimonianze di conoscenti e amici, è che il sogno di Lubitz era diventare pilota. "Andreas è diventato da ragazzo membro di questa associazione perché voleva realizzare il suo sogno di volare, è riuscito a realizzare il suo sogno che l'ha portato alla morte" hanno scritto sul sito del Luftsportclub Westerwald gli amici di Montabaur, quando si è diffusa la notizia. Ma il sito è stato bloccato dopo che da Marsiglia è arrivato l'annuncio dell'incredibile verità. Una verità incredibile e ancora inspiegabile, se chi ha conosciuto questo giovane pilota, che aveva alle spalle 630 ore di volo, lo descrive come tranquillo ed impegnato a realizzare il suo sogno "con vigore". Uno dei suoi vicini lo ricorda, in un'intervista al giornale locale Rhein Zeitung, per averlo visto "tante volte passare mentre faceva jogging davanti casa nostra". Cresciuto in una cittadina di campagna. Cresciuto nella cittadina di campagna di Montabaur, 12.500 abitanti, a circa 60 chilometri da Francoforte, in una regione di colline, foreste e valli profonde, Lubitz ha abitato con la famiglia in una villetta, circondata dal giardino. La madre suona l'organo alla chiesa locale, ha detto il pastore luterano Johannes Seemann che descrive Lubitz con un giovane uomo in gamba, anche se afferma di non averlo conosciuto personalmente. Dopo aver completato la formazione di volo - che aveva svolto sia a Brema che a Phoenix, in Arizona - ed essere stato assunto dalla Germanwings aveva cominciato a vivere tra Montabaur e Dusseldorf, ad un'ora e 40 minuti di auto, che era la base del Dusseldorf. Aveva anche un sito Facebook, ora sospeso, in cui parlava dei suoi gusti musicali, tra i quali David Guetta, che era collegata alle pagine Facebook di Lufthansa ed al sito tecnico dell'Airbus320.
Disastro Germanwings, ecco chi era il copilota Andreas Lubitz
Lo schianto dell'airbus sarebbe stato causato volontariamente dal 27enne tedesco. Alle spalle 630 ore di volo e il certificato d'eccellenza della Faa
