Esteri

Yemen nel caos. Il presidente Hadi fugge a Gibuti

I ribelli Houthi, armati dall'Iran sciita, occupano Aden. Possibile intervento di una "coalizione di volenterosi" sunnita

Lo Yemen sprofonda nella guerra civile. E' giallo sulla fuga dal Paese del presidente, Abd Rabbo Mansour Hadi, ma intanto gli Houthi e le forze alleate hanno occupato l'aeroporto internazionale di Aden e anche una base militare, la stessa abbandonata 48 ore prima dalle truppe del controterrorismo statunitense. La fuga del presidente. Secondo fonti locali, Hadi ha lasciato il Paese via mare, a bordo di un'imbarcazione partita proprio dal porto di Aden alla volta di Gibuti con l'aiuto di un gruppo di diplomatici sauditi. In realtà, fonti a lui vicine hanno smentito la notizia, assicurando che il presidente rimane nella sua roccaforte, nonostante l'avanzata dei ribelli sciiti Houthi, arroccati a circa 20km dalla citta. Ma lo stesso Dipartimento di Stato americano, pur senza dare ulteriori dettagli, ha confermato che non è più nella sua residenza, che ha lasciato volontariamente. Lo scalo internazionale di Aden è già in mano alle truppe fedeli all'ex presidente yemenita, Ali Abdullah Saleh, alleato dei ribelli Houthi. Nell'avanzata verso lo scalo aeroportuale, i ribelli Houthi hanno anche arrestato il ministro della Difesa, Mahmud al-Subaihi, fedelissimo di Hadi, e un suo alto comandante militare. Gli Usa, che considerano Hadi il legittimo presidente, hanno avvertito che lo Yemen sta profondando rapidamente nella guerra civile, proprio come l'Iraq e la Siria. In effetti l'avanzata verso sud degli Houthi rischia di accelerare i tempi dell'intervento di una coalizione di "Paesi volenterosi" sunniti del Golfo. Fonti americane hanno riferito mercoledì di aver visto un "significativo" contingente di truppe, blindati, e artiglieria saudita, schierato lungo il confine tra i due Paesi. La mano iraniana dietro la rivolta. Gli Houthi sono sostenuti dall'Iran sciita, che si contende con Riad il predominio e l'influenza in Medio Oriente. Proprio il ministro degli Esteri saudita, il principe Saud Al Faisal, nei giorni scorsi ha detto che se la crisi non sarà risolta rapidamente, il suo governo prenderà "le necessarie misure" per proteggere le regione. Fonti americane però sembrano escludere un intervento saudita, ipotizzando piuttosto una dimostrazione di forza. Intanto il portavoce del ministero degli Esteri egiziano, Badr Abdellahti, ha smentito la possibilità di un intervento militare dell'Egitto in Yemen al fianco dei paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg). Nella situazione di caos generale, un commando armato oggi ha preso d'assalto la prigione centrale di Sabr nella provincia di Lahij, che confina con Aden, e ha fatto fuggire i detenuti, secondo alcuni oltre 500. Insomma una spirale di violenza che ha già permesso ad al-Qaeda nella Penisola Arabica di rafforzasti. Non a caso di recente è apparso un gruppo che sostiene di essere affiliato allo Stato Islamico e che ha rivendicato gli attentati alle moschee a Sanaa, venerdì scorso, in cui sono morte 152 persone.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.