Nel messaggio audio diffuso tramite Twitter dopo l'attacco al Museo del Bardo di Tunisi, il sedicente Stato Islamico rivendica «l'uccisione e il ferimento di decine di crociati e apostati». «Le forze di sicurezza hanno avuto il coraggio di avvicinarsi a loro (agli attentatori, ndr) solo dopo che i nostri eroi avevano finito le loro munizioni», si afferma nel comunicato intitolato «La rivendicazione dello Stato Islamico dell'operazione Museo del Bardo nella Tunisia dell'Islam». L'Isis parla di una «battaglia benedetta da Dio» in cui «due cavalieri dello Stato Islamico, Abu Zakarya al-Tunisi e Abu Anas al-Tunisi, pesantemente armati hanno preso di mira il Museo del Bardo, che si trova nel quartiere di massima sicurezza del Parlamento tunisino». «Gli infedeli sono stati terrorizzati dal Signore e i nostri fratelli sono stati in grado di asserragliare un gruppo di cittadini di paesi crociati», prosegue il messaggio audio nel quale è riconoscibile la voce dello speaker che legge il notiziario della radio dell'Isis «al-Bayan», che trasmette da Mosul, roccaforte dei jihadisti nel nord dell'Iraq. Ma per l’analista Michael Horowitz, la rivendicazione dell'attacco jihadista al Museo del Bardo di Tunisi non presenta le caratteristiche e i loghi che generalmente contraddistinguono i comunicati dello Stato islamico, cosa che fa pensare più «a un gruppo di sostenitori» del gruppo di Abu Bakr al Baghdadi. L'audio e il testo della rivendicazione sembrano essere autentici e come tali sono stati accolti dalla comunità jihadista tunisina. Secondo Horowitz, esperto di intelligence e gruppi jihadisti, «in genere i video o i messaggi dello Stato islamico includono un'immagine, un nome, un logo a distinguere il ramo locale del gruppo in cui sono prodotti». In particolare, «quando arriva in nuovi territori il gruppo è molto attento a pubblicare messaggi che servano per fare marketing e che vengano ritrasmessi dai media stranieri». In questo caso, invece, audio e testo della rivendicazione sembrano pubblicizzare poco la notizia dell'approdo dello Stato islamico in Tunisia. Tutto questo, ha osservato Horowitz, fa pensare che la rivendicazione sia opera di sostenitori del gruppo, probabilmente provenienti da altre formazioni jihadiste locali, piuttosto che della leadership dello stesso Stato islamico.
«I nostri cavalieri hanno ucciso decine di crociati e di apostati»
Nel messaggio audio diffuso tramite Twitter dopo l'attacco al Museo del Bardo di Tunisi, il sedicente Stato Islamico rivendica «l'uccisione e il ferimento di decine di crociati e apostati». «Le forze...