Si prevedono altri duri scontri e allora i civili stanno correndo al riparo. Decine di famiglie stanno fuggendo dalla città libica di Sirte, in vista di una possibile escalation dei combattimenti che coinvolgono l'Isis. Lo hanno riferito diversi testimoni al sito web locale "al Wasat". Si teme infatti che nei prossimi giorni possano riprendere gli scontri fra gli jihadisti e le milizie dell'operazione Shuruq, legate al governo di Tripoli, non riconosciuto dalla comunità internazionale. Molte famiglie stanno fuggendo a bordo delle loro auto verso Misurata, sede delle milizie dell'operazione Alba della Libia. Nei giorni scorsi le forze dell'Isis presenti a Sirte avevano annunciato nuove violenze e combattimenti. Da giorni, intanto, nella città libica la benzina scarseggia e molti negozi sono chiusi. Il governo libico di Tripoli sta concentrando le sue forze a Sirte in vista di uno scontro con le milizie dell'Isis. Secondo quanto riferisce l'emittente televisiva Al Jazeera, le forze dello Stato maggiore del Congresso nazionale di Tripoli sono pronte ad attaccare Sirte per prendere il controllo delle postazioni in mano allo Stato islamico. Le forze della brigata 166 insieme a quelle dell'operazione Shuruq si stanno ammassando nella base aerea di al Qardabiya ad est di Sirte. Rapiti 20 tra medici e infermieri stranieri a Sirte. Secondo quanto riferito da diversi media arabi, gli ostaggi sono per lo più filippini, ma ci sono anche indiani, serbi e ucraini che stavano aspettando un pullman che doveva portarli a Tripoli per sfuggire ai combattisti tra jihadisti e milizie islamiche che nei prossimi giorni sono destinati a intensificarsi. Gli ostaggi, che lavoravano all'ospedale Ibn Sina, sono stati prelevati da un commando formato da una trentina di miliziani del gruppo Tafkiri, affiliato al Califfato. Secondo alcuni colleghi, i guerriglieri li hanno bloccati perche' si prendano cura dei loro feriti, anche in vista delle imminenti battaglie
Isis, offensiva in Libia: famiglie in fuga da Sirte
Rapiti 20 medici. Le forze dello Stato maggiore del Congresso nazionale di Tripoli pronte ad attaccare la città per prendere il controllo delle postazioni in mano allo Stato islamico
