Esteri

Ucraina: ok all'importazione di armi letali dai paesi Ue

I separatisti consegnano carbone a Kiev. Oggi al via i negoziati con i creditori: incassati i primi 5 miliardi di dollari del prestito da 17,5 miliardi concesso dal Fondo Monetario Internazionale

In poche ore l'Ucraina torna al centro di trattati e negoziazioni come quella che prende il via oggi e che riguarda la crisi economica del Paese. Nel frattempo Kiev ha "firmato contratti per importazioni di armi, anche letali, con 11 Paesi". Lo ha annunciato ieri sera il presidente ucraino Petro Poroshenko in un'intervista alla tv 1+1 ripresa dall'agenzia Interfax senza tuttavia nominare questi Paesi, né specificare con quali ci sono accordi per l'eventuale invio di armi cosiddette "letali"     Kiev consegna un elenco delle armi pesanti mentre Donetsk e Lugansk chiedono all'Ue sanzioni contro Yatsenyuk. L'Ucraina ha consegnato un elenco di armi pesanti che sono state ritirate dal fronte con i separatisti filorussi. Lo riferisce l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, spiegando che la lista è stata consegnata all'inizio di questa settimana e che il documento elenca i sistemi di armamento per classe e tipo che sono stati ritirati dalle forze armate ucraine tra il 26 febbraio ed il 7 marzo. Il ritiro è una parte fondamentale dell'accordo di pace raggiunto un mese a Minsk. Da parte sua, l'Osce aveva affermato di non potere verificare il ritiro finché non riceveva da entrambe le parti informazioni dettagliate sulle armi. Oggi, i leader delle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, Alexander Zakharchenko e Igor Plotnitsky, hanno accusato l'Ucraina di avere "sabotato apertamente" gli accordi interrompendo il programma sul ritiro. In una lettera, Zakharchenko e Plotnitsky hanno chiesto alla cancelliera tedesca, Angela Merkel, e al presidente francese, Francois Hollande, di usare la loro influenza su Kiev per sollevare quello che definiscono un "blocco economico" contro i loro territori. I due leader dei separatisti hanno anche chiesto sanzioni dell'Unione europea contro il premier ucraino Arseniy Yatsenyuk ed altri ministri per avere commesso "crimini contro l'umanità" nell'est dell'Ucraina.     I separatisti consegnano 5 tonnellate di carbone a Kiev. Intanto i separatisti filorussi in Ucraina orientale hanno iniziato a consegnare carichi di carbone al governo di Kiev. Lo ha annunciato il viceministro dell'Energia dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk, Alexandr Potapenko. "Ieri le nostre ferrovie hanno consegnato cinque tonnellate di carbone, in cambio delle quali abbiamo ricevuto 5 milioni di grivnie (220mila euro) in pagamenti anticipati", ha dichiarato alla stampa locale, aggiungendo che "oggi invieremo altri 29 vagoni come seconda partita di forniture, per cui speriamo di ricevere 10 milioni di grivnie (440mila euro)". Lo scorso mercoledì il ministro dell'energia ucraino, Vladimir Demchishin, aveva dichiarato che fino ad allora Kiev aveva ricevuto solo carichi minimi di carbone dall'est dell'Ucraina. Dall'inizio delle ostilità fra governo e separatisti lo scorso aprile, le forniture di carbone sono state sospese a causa dei combattimenti in Ucraina orientale. Delle 14 centrali termoelettriche ucraine, sette operano solo con il carbone proveniente dalla conca mineraria di Donetsk, per cui praticamente tutto il Paese è colpito dalla mancanza di carbone.     Avvio del negoziato con i creditori per il debito. Incassati i 5 miliardi di dollari della prima tranche del prestito da 17,5 miliardi concesso dal Fondo Monetario Internazionale (un altro versamento di importo analogo arriverà entro fine anno), l'Ucraina ha annunciato l'inizio ufficiale delle trattative con i creditori sulla ristrutturazione del debito. Natalie Jaresko, ministro delle Finanze di Kiev ha spiegato che oggi inizieranno le consultazioni con i creditori, con l'obiettivo di "alleviare la pressione" sul bilancio ucraino e generare risparmi per 15 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni. Incassati i 5 miliardi di dollari della prima tranche del prestito da 17,5 miliardi concesso dal Fondo Monetario Internazionale (un altro versamento di importo analogo arriverà entro fine anno), l'Ucraina ha annunciato l'inizio ufficiale delle trattative con i creditori sulla ristrutturazione del debito. Tra i creditori privati la parte del leone spetta al fondo di investimento Usa Franklin Templeton, al quale Kiev deve otto miliardi di euro. Tra quelli istituzionali spicca invece la Russia, alla quale l'Ucraina deve tre miliardi di euro dei quali Mosca ha già fatto sapere di poter chiedere il rimborso anticipato, essendo alle prese con i propri guai economici. Il prestito era stato chiesto due anni fa dall'ex presidente filorusso Viktor Yanukovic. "Kiev non fa differenze tra i creditori in base alla nazionalità", ha risposto Jaresko interpellata in materia. "Resta da vedere se la Russia acconsentira' a una ristrutturazione", riflette Valchyshen, "è probabile che cerchino di bloccarla". In una situazione già resa complicatissima dai conflitti armati nell'Est del paese, l'Ucraina sta affrontando una grave crisi economica, con un calo del Pil previsto pari al 5,5% nel 2015 (nel 2014 l'economia si è contratta del 7%) e la moneta locale, la grivnia, che ha perso oltre due terzi del proprio valore solo negli ultimi dodici mesi

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