Il tribunale speciale di Nuova Delhi ha rinviato l'udienza dei due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone al 1 luglio, in attesa di una pronuncia della Corte Suprema che sta esaminando il caso. Prima di prendere la decisione di stabilire la nuova data, il magistrato ha avuto una breve discussione con i legali dei due militari italiani e ha visionato l'ordine di sospensione degli atti processuali emesso tempo fa dalla Corte Suprema. Da questo è maturata la convinzione che il procedimento in Corte suprema richiede ancora tempo e che inoltre si dovrà tenere conto di una fase di sospensione dell'attività legata alle ferie giudiziarie che andranno dal 17 maggio al 30 giugno. Il ricorso italiano contro la Nia. Martedì la Cancelleria della Corte ha completato le procedure amministrative di un ricorso italiano riguardante fra l'altro la presenza nel processo della polizia investigativa Nia e ha disposto una nuova calendarizzazione del caso davanti ai giudici del massimo tribunale indiano. Fonti legali hanno ipotizzato che la prossima udienza dovrebbe essere fissata entro due-tre settimane, prima cioe' della scadenza nella prima meta' di aprile dei tre mesi di ulteriore permanenza in Italia concessi a Latorre. Il caso dei marò italiani, da tre anni protagonisti di un'odissea giudiziaria di cui non si vede la fine, è solo uno dei milioni in attesa di giustizia dal tortuoso sistema indiano. Secondo dati presentati in Parlamento nel 2013, sono 30 milioni i processi in attesa di giudizio nei vari tribunali indiani. "Giustizia rimandata equivale a giustizia negata", ha commentato un attivista per i diritti civili, Vijya Pathak. "Guardate il mostruoso sistema giudiziario: rende davvero difficile ottenere giustizia. Ed è proprio il caso dei due marò italiani, per i quali il processo deve ancora cominciare. Si può immaginare con quanta ansia loro attendano l'arrivo della sentenza". Perché l'India non avrebbe il diritto morale di trattenere i marò. Tra l'altro, nell'aprile 2012 il governo italiano raggiunse un accordo con i familiari dei due pescatori uccisi e verso loro un indennizzo pari a diverse migliaia di euro. E in cambio le famiglie ritirarono la denuncia. Il processo però continua, nonostante molti siano convinti che, poiché c'è stato il risarcimento, l'India non avrebbe il diritto morale di trattenere i due militari. I due in realtà non sono mai stati formalmente incriminati, né è quindi mai iniziato, a distanza di tre anni, il processo. Oggi il giudice Neena Bansal Krishna del Tribunale speciale di New Delhi ha rinviato la prossima udienza al 1 luglio, in attesa che la Corte Suprema si esprima sul merito del ricorso presentato dai legali dei due militari italiani contro l'utilizzo nelle indagini della polizia antiterrorismo Nia. Nel frattempo Latorre, in convalescenza dopo l'intervento al cuore del 5 gennaio scorso, si trova ancora in Italia ma il suo permesso scade ad aprile. Girone è invece in India, da tempo alloggiato nella dependance annessa all'ambasciata italiana di New Delhi.
Marò, un altro rinvio: udienza spostata a luglio
Il ricorso italiano contro la Nia non è ancora stato esaminato dalla Corte Suprema. Attualmente in India ci sarebbero 30 milioni di processi in attesa di giudizio
