Esteri

Isis, bomba al commissariato di Tripoli. I terroristi rivendicano l'attacco

Testimoni riferiscono che la deflagrazione ha provocato "ingenti danni alla caserma". La Bbc: in Iraq gli jihadisti usano bombe al cloro

Un attacco è stato sferrato stamani nel centro di Tripoli, in Libia, contro una caserma della polizia. Secondo la tv satellitare al-Arabiya, lo Stato islamico ha rivendicato l'attacco nella zona di Zawiyat al-Dahmani, vicino alla sede del ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale. Siti web riconducibili all'Isis hanno pubblicato immagini che mostrano il momento dell'esplosione provocata da un ordigno. L'esplosione non avrebbe fatto vittime. Testimoni hanno riferito ad al-Arabiya che la deflagrazione ha provocato "ingenti danni alla caserma di polizia", che "alcune auto parcheggiate nella zona hanno preso fuoco" e i "vetri delle case dell'area sono andati in frantumi".     In Iraq l'Isis sta usando bombe al cloro. Questi ordigni fabricati artificialmente dai terroristi diffondono nell'aria un caratteristico fumo arancione: la conferma arriva da fonti ufficiali irachene, che si sono basate sulle immagini della Bbc, disponibili online sul sito stesso dell'emittente. Più volte era stato riferito dell'uso di gas clorino dall'anno scorso, ma solo ora arriva una conferma ufficiale da parte delle autorità irachene sulla base di alcuni filmati della Bbc. Le bombe al cloro, secondo Haider Taher del nucleo artificieri iracheno, vengono fabbricate artificialmente e il gas che emanano è particolarmente tossico per chi lo respira: il cloro infatti brucia i polmoni quando viene inalato in grandi quantità, anche se non è dannoso come il gas nervino. La loro funzione è più che altro psicologica: la nube di fumo arancione che emanano con l'esplosione semina il panico tra la gente.       Verifiche in corso sul kamikaze di Ramadi. Lo Stato islamico ha diffuso una immagine che proverebbe che un 18enne australiano è stato tra i kamikaze in un attentato in Iraq e l'Australia sta conducendo verifiche in proposito, ha fatto sapere il ministero degli Esteri. Ieri i jihadisti hanno diffuso una fotografia che mostrerebbe Abu Abdullah al-Australi prima dell'attentato suicida condotto a Ramadi. Il nome citato dai militanti sarebbe, secondo i media australiani, uno pseudonimo di Jake Bilardi. La ministra degli Esteri australiana, Julie Bishop, ha confermato che indagini sono in corso.

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