Esteri

Stati Uniti pronti a fornire armi «letali» a Kiev

La Russia lascia aperta la porta del dialogo ma intanto mostra i muscoli e «avverte» gli Stati Uniti. La crisi ucraina sta facendo salire sempre di più la tensione tra Putin e l’Occidente mentre...

La Russia lascia aperta la porta del dialogo ma intanto mostra i muscoli e «avverte» gli Stati Uniti. La crisi ucraina sta facendo salire sempre di più la tensione tra Putin e l’Occidente mentre nell’Est del Paese si continua a morire: sono oltre 5.300 le vittime in nove mesi di guerra civile. Ieri il presidente francese Hollande e la cancelliera tedesca Merkel sono volati a Kiev dove hanno incontrato il presidente Poroshenko e oggi saranno a Mosca per vedere Putin. La proposta franco-tedesca per un cessate il fuoco si basa sull’integrità territoriale dell’Ucraina. «Non si potrà dire - ha detto il capo di Stato francese in conferenza stampa - che Francia e Germania non avranno fatto di tutto per cercare la pace». Da Mosca fanno sapere che Putin è pronto a un confronto «costruttivo» e che nei colloqui odierni si potrebbe discutere anche l’invio di caschi blu dell’Onu nel Donbass, l’area russofona dell’Ucraina in cui imperversano i combattimenti. Ma intanto il presidente russo ha firmato il decreto con cui mobilita per due mesi i riservisti. L’atto sembra una risposta immediata alla decisione della Nato di rafforzare la presenza militare in Europa orientale. Il segretario generale dell'Alleanza, Jens Stoltenberg, ha infatti annunciato ieri a Bruxelles che la Nato intende aumentare la sua Forza di risposta rapida (Nfr) da 13.000 a 30.000 uomini a seguito delle tensioni con la Russia. Stoltenberg ha aggiunto che questa misura è «in risposta alle azioni aggressive che abbiamo visto da parte della Russia, che ha violato il diritto internazionale e annesso la Crimea». Ieri anche il segretario di Stato americano Kerry ha incontrato il presidente ucraino Poroshenko e ha ribadito che la «missione» di Hollande e Merkel dimostra l’unità di Stati Uniti e Unione Europea nel chiedere la fine delle ostilità in Ucraina ma tra le due sponde dell’Atlantico c’è dissenso sulla fornitura di armi «letali» a Kiev. Kerry ha detto che Obama deciderà a breve ma molti ministri della Difesa della Nato, tra cui il nostro Roberta Pinotti, e quelli di Germania, Olanda e Gran Bretagna, si sono detti contrari per evitare un’escalation nell’area. E anche su questo tema non si è fatta attendere la replica di Mosca. La Russia ha avvertito che un'eventuale fornitura di armi all'Ucraina da parte degli Stati Uniti causerebbe «un danno colossale» ai rapporti tra Washington e Mosca. Il portavoce del ministero degli Esteri, Lukashevich, ha detto che Washington sta spingendo «volutamente» le relazioni tra Russia e Stati Uniti «verso un vicolo cieco, da cui servirà davvero molto tempo per uscire» e ha inviato l'amministrazione Obama «ad assumersi tutta la responsabilità» di tale scelta. Ma Kerry ha ribadito che «la più grande minaccia per l'Ucraina è l'aggressione russa che continua a est. Deve esserci un immediato impegno della Russia ad un vero cessate il fuoco».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.