Torna a scorrere il sangue in Ucraina. Sott’ attacco un sobborgo del porto di Mariupol nell’Ucraina dell’Est. Il bilancio è pesane: almeno 30 i civili morti e 93 i feriti. Tra le vittime anche bambino di cinque anni e una ragazzina di 15 anni. Razzi Grad sono piovuti sul grande mercato del quartiere residenziale della città di 500.000 abitanti affacciata sul Mare di Azov. Le autorità ucraina hanno addossato la responsabilità ai separatisti filorussi, accusa respinta come «menzogna» dalla leadership filorussa a Donetsk. L'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa ha annunciato l'invio in zona di osservatori per verificare le notizie. Venerdì i separatisti avevano preannunciato l'intenzione di sferrare un vasto attacco. Lo ha dichiarato all'agenzia Interfax il leader dei ribelli, Alexander Zakharchenko, parlando da Donetsk, città roccaforte dei ribelli. Il ministro della Difesa ucraino ha affermato che l’esercito governativo respingerà l'offensiva dei separatisti. Il presidente ucraino Petro Poroshenko, rientrando in anticipo dal suo viaggio in Arabia Saudita per i funerali di re Abdullah, ha risposto affermando che «l'Ucraina si batterà fino alla vittoria». Il sanguinoso attacco «è un’ulteriore escalation che deteriora in modo ancora più grave le relazioni tra l'Ue e la Russia» ha detto l’Alto rappresentante della politica estera dell'Ue, Federica Mogherini. La nuova tragedia arriva dopo «una serie di attacchi indiscriminati nell'est dell'Ucraina negli scorsi giorni» ha aggiunto Mogherini, chiedendo a Mosca di usare la sua influenza sui separatisti «per fermare l'escalation». Mariupol è situata lungo la strategica arteria che collega le regioni orientali controllate dai ribelli alla penisola di Crimea, annessa dalla Russia a marzo. La municipalità di Mariupol ha invitato i cittadini a non farsi prendere dal panico. La città è sotto shock, i telefoni della zona bombardata sono in black out e, quindi, è impossibile comunicare con i residenti. Molte vittime non sono state ancora rimosse dalle strade. Ad agosto l’esercito ucraino aveva faticato a respingere l'offensiva dei ribelli su Mariupol e le molte vittime avevano indotto il presidente, Petro Poroshenko, ad acconsentire alla tregua firmata il 5 settembre. I ribelli controllano già l'aeroporto e in queste ore stanno intensificando la loro offensiva per conquistare l’intera città. L’Alto commissario delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhch) ha denunciato il governo dell'Ucraina perché sta ostacolando l’ingresso di aiuti umanitari nell'est del Paese. Le restrizioni sono state introdotte nelle scorse settimane. Il provvedimento prevede l'obbligo di ricevere un permesso speciale per ingresso e uscita dalle zone non controllate dal governo. Questo complica ulteriormente la distribuzione degli aiuti umanitari.
Attacco dei separatisti a Mariupol: trenta morti
Torna a scorrere il sangue in Ucraina. Sott’ attacco un sobborgo del porto di Mariupol nell’Ucraina dell’Est. Il bilancio è pesane: almeno 30 i civili morti e 93 i feriti. Tra le vittime anche...