Esteri

Isis, Site: "Decapitato uno dei due ostaggi giapponesi"

E' quanto riporta il sito americano di monitoraggio degli jihadisti. Ucciso il contractor Yukawa: in un video l'altro ostaggio mostra la foto. La richiesta dei terroristi: rilasciare l'aspirante kamikaze Sajida in carcere in Giordania

Scaduto ieri a mezzanotte l'ultimatum dato da Isis al Giappone, sarebbe gia stato decapitato uno dei due ostaggi nipponici. A riportare la notizia è l'organizzazione americana Site specializzata nel monitoraggio dei siti jihadisti. Site annuncia che in rete c'è un video in cui uno dei due, Kenji Goto Jogo, giornalista freelance 47 anni, afferma che il suo compagno di prigionia, Haruana Yukawahd, 42 anni, contractor dal profilo anomalo, è stato ucciso e che toccherà a lui se non sarà rilasciata dalle autorità giordane la kamikaze donna mancata di Isis Sajida al-Rishawi. Isis aveva chiesto al premier Shinzo Abe un riscatto di 200 milioni di dollari per i due giapponesi, concedendo 72 ore di tempo.     Japanese Hostage Haruna Yukawa Beheaded, Second Hostage Stipulates New IS Demand in Video http://t.co/O3UUxQ5oCV pic.twitter.com/dIowiYlRJ6 — SITE Intel Group (@siteintelgroup) 24 Gennaio 2015   Nel video, in realtà un'audio, il giornalista Goto tiene in mano una foto del cadavere dell'ostaggio ucciso e spiega che Isis non vuole più il riscatto di 200 milioni di dollari ma il rilascio di Sajida al-Rishawi, donna irachena, aspirante kamikaze. Era la moglie di uno dei tre kamikaze che riuscirono a farsi saltare in aria ad Amman, nel 2005, causando 57 morti. Anche lei voleva farsi esplodere ma la sua cintura esplosiva non si attivò. Sarebbe anche la sorella di uno streto collaboratore di Abu Musab al-Zarqawi, il leader di al-Qaeda in Iraq ucciso nel giugno del 2006 a Baquba. Catturata dalle autorità giordane, fece un'apparizione in tv per una sorta di confessione-rivendicazione. Condannata a morte da un tribunale militare giordano, ha presentato appello ed è in attesa del giudizio. In Giordania, ad Amman, il Giappone ha allestito un team di lavoro che sta seguendo la crisi degli ostaggi. A guidarlo il viceministro degli Esteri, Yasuhide Nakayama, che stamane, ripetendo la scelta del governo di Tokyo di "non voler cedere al terrorismo", aveva ripetuto che la situazione rimane "tesa e difficile, però continuiamo a cercare di avere informazioni da diverse fonti e agire di conseguenza".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.