Esteri

Le nozze gay finiscono in procura

Esposto contro il sindaco Marino delle associazioni cattoliche. Aperto fascicolo a Roma per la mancata cancellazione delle trascrizioni

Come era prevedibile, finisce in tribunale la vicenda delle 16 unioni gay «celebrate» in Campidoglio il 18 ottobre 2014. La Procura di Roma, infatti, ha aperto un fascicolo sulla vicenda, puntando l’attenzione sulla mancata cancellazione delle trascrizioni sui registri comunali, così come ordinato dal prefetto Giuseppe Pecoraro su indicazione del ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Gli accertamenti sulla vicenda sono stati affidati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale al pm Roberto Felici. Al momento, il fascicolo è senza ipotesi di reato o persone indagate e, probabilmente, l’apertura dell’indagine si deve all’esposto presentato nel dicembre scorso dalle associazioni cattoliche Giuristi per la Vita e Pro Vita Onlus. La vicenda è nota. Il 18 ottobre il sindaco Ignazio Marino convoca in Campidoglio 16 coppie gay che avevano contratto matrimonio all’estero e procede, di suo pugno, alla trascrizione sui registri capitolini. L’atto, che seguiva di 9 giorni una cerimonia identica tenuta dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, crea un grande clamore mediatico e il ministro Alfano si affretta a diramare una circolare che ricorda come in Italia ìle unioni fra persone dello stesso sesso non è previsto dalla legislazione italiana», chiedendo ai prefetti italiani di disporre l’annullamento delle trascrizioni. Marino però non si piega e dice: «Roma non cancella», spiegando poi di aver avviato «tutte le verifiche per opporci alla cancellazione delle trascrizioni». Nei giorni successivi fu la prefettura stessa a interessarsi dell’eventuale cancellazione attraverso gli uffici dell’Anagrafe. Ecco arrivare allora la denuncia dei movimenti cattolici, «per il reato di inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, previsto e punito dall’art. 650 del Codice Penale». Pur non essendo indagato, è evidente che al momento i riflettori sono puntati tutti è il primo cittadino. «Marino - ricordavano i movimenti cattolici - avrebbe provveduto personalmente alla trascrizione per "non esporre dipendenti comunali" ai rischi derivanti dall’adozione di atti illegittimi, a riprova della piena consapevolezza da parte del Sindaco di agire contro la legge». Insomma, il rischio per i romani è di trovarsi un sindaco indagato. Come pare esserlo proprio il suo collega di Milano. Pisapia, infatti, il 17 ottobre convocò una conferenza stampa a Palazzo Marino per annunciare l’apertura dell’inchiesta della magistratura a suo carico, affermando di non voler attaccare il prefetto ma di prendersela direttamente con Alfano. Anche se, il giorno stesso, gli inquirenti meneghini smentirono in parte e parlarono di «inchiesta senza indagati», proprio come quella di Roma. E Intanto, ieri, anche la procura di Bologna ha aperto un fascicolo sulla la trascrizione dei matrimoni omosessuali celebrati all'estero . Staremo a vedere come andrà a finire a Roma. Soprattutto perché anche la magistratura non sembra avere le idee chiare sul tema. Il 26 novembre, infatti, nell’ambito di una vicenda speculare, la Procura di Udine si pronunciò a favore del sindaco friuliano Furio Honsell, chiedendo il ritiro della circolare Alfano. Insomma, il solito pastrocchio all’italiana.

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