Greta e Vanessa sono tornate in Italia. Sbarcate all'alba a Ciampino (FOTO) accolte dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, le due cooperanti rapite in Siria sono apparse provate, e non hanno parlato alla stampa. "Questa mattina all'aeroporto di Ciampino ho dato il bentornato a Greta Ramelli e Vanessa Marzullo e penso di averlo fatto, oltre che a nome del governo, a nome dell'Italia intera. Sono molto provate, ma sono libere", ha poi riferito Gentiloni durante una informativa alla Camera sul sequestro e la liberazione delle due cooperanti italiane. "Considero inaccettabile che qualcuno abbia detto che Vanessa e Greta se la siano cercata", ha aggiunto il ministro degli Esteri, "L'Italia ha bisogno di questi cooperanti e di questi volontari", ha spiegato. Il ministro: "Contrari al pagamento di riscatti". Quanto alle voci di riscatto, ha sottolineato Gentiloni, "ho letto indiscrezioni prive di reali fondamento. E mi sorprende che a queste illazioni e fonti sia stato dato credito senza alcuna verifica". "Siamo contrari al pagamento di riscatti e nei confronti degli italiani presi in ostaggio la priorità è indirizzata alla vita e all'integrità fisica", ha aggiunto il ministro. "In qualche caso", ha spiegato Gentiloni riferendosi alle indiscrezioni sul pagamento di riscatti, "addirittura veicolate da gruppi terroristici". Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, ha precisato Gentiloni, "non hanno mai informato le autorità italiane della loro intenzione di raggiungere la Siria, né del loro ingresso nel Paese". Le due italiane "sono state rapite nella notte tra il 31 luglio e il primo agosto 2014 in un piccolo villaggio nei pressi di Aleppo nell'abitazione di un loro conoscente del luogo, da un nutrito gruppo di uomini armati che ha fatto irruzione nell'abitazione", ha ricostruito il ministro. "Un grande Paese si impegna a proteggere e a salvare la vita dei propri cittadini sequestrati", ha spiegato Gentiloni. "Intorno a questo specifico sequestro", ha spiegato il titolare della Farnesina, "è gravitata un'ampia serie di personaggi che hanno tentato a più riprese di accreditarsi come mediatori o come canali privilegiati ed alla cui attività di intossicazione si deve un'impropria azione di depistaggio, con riferimenti iniziali all'Isis, minacce all'incolumità delle due ragazze, entità di supposti riscatti". Le volontarie in Procura: "Né abusi né violenza". Greta e Vanessa sono state ascoltate dai magistrati della procura di Roma in una caserma del Ros. A condurre l'atto istruttorio, il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e i pm Francesco Scavo e Sergio Colaiocco che sulla vicenda avevano aperto un'inchiesta per sequestro di persona a scopo di terrorismo. Cinque mesi "sicuramente difficili e critici", vissuti in diverse prigioni con carcerieri a volto coperto, durante i quali non sono mai state minacciate direttamente di morte, né hanno subito particolari abusi o violenze. Così le due cooperanti hanno ripercorso davanti ai magistrati della Procura di Roma quanto accaduto nel periodo della loro prigionia.
Vanessa e Greta rientrate in Italia FOTO
Sbarcate all'alba a Ciampino le due volontarie rapite in Siria. Gentiloni: "Sul riscatto solo illazioni" LEGGI ANCHE Libere grazie a noi. Ricordatevelo
