La Francia ha reagito unita e compatta all’assurda strage di Parigi, non vuole piegare la testa di fronte al terrorismo islamico ma intanto è sotto shock e deve fare i conti con un clima di comprensibile paura, acuito dal nuovo attacco portato a termine alla periferia della capitale e costato la vita a una agente della polizia municipale. Ieri mattina, intorno alle 7, una pattuglia è intervenuta a Montrouge, banlieu a sud di Parigi, chiamata in seguito a un incidente stradale. Secondo una prima ricostruzione, un’auto si è fermata, un uomo è uscito e ha sparato, poi è fuggito. Alcuni testimoni avrebbero riferito che l'aggressore si è allontanato a bordo di una Renault Clio, che più tardi sarebbe stata ritrovata a Arcueil, nell'Île-de-France. Secondo la polizia, l’aggressore indossava un giubbotto antiproiettile ed era armato di una pistola e di un fucile d'assalto. I due agenti sono stati soccorsi ma mentre si è saputo che uno non è più in condizioni cliniche di emergenza, la collega non ce l’ha fatta a sopravvivere alle ferite riportate. Il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve, che ha lasciato l’Eliseo dove si era svolta la riunione convocata dal presidente Hollande per recarsi a Montrouge, ha detto che l’autore dell’attentato è in fuga e ricercato. La polizia, secondo la stampa francese, aveva anche fermato un nordafricano di 52 anni con precedenti penali e problemi psichiatrici ma non sarebbe lui il responsabile dell’omicidio. L’inchiesta, alla luce della situazione creatasi dopo la strage nella redazione di «Charlie Hebdo», è stata affidata all’antiterrorismo, anche se per il momento non sono emersi collegamenti diretti tra i due episodi, come ha confermato in serata lo stesso Cazeneuve durante una conferenza stampa nella quale ha annunciato per domenica un summit straoprdinario «anti-terrorismo» dei ministri dell'Interno e della Giustizia di Stati Uniti (parteciperà Eric Holder) e Unione europea a Parigi per coordinare una strategia comune. In ogni caso in Francia cresce la psicosi. Sono stati segnalati un pacco sospetto in un bar alla Gare du Nord e un uomo armato nel quartiere occidentale de la Defense, ma erano falsi allarmi. Dall’altro lato crescono i sentimenti antislamici. Nella notte, dopo l’attentato a Parigi, si sono registrati diversi atti di intolleranza nei confronti di luoghi di culto o locali frequentati da musulmani, che per fortuna non hanno provocato feriti. Una granata è esplosa nei pressi di una moschea nella città di Le Mans, nel nord della Francia, poco dopo mezzanotte. Lo riporta il quotidiano «Le Maine libre», precisando che una finestra è stata anche perforata da un proiettile. Altre tre granate, intatte, sono state trovate nei pressi della moschea. Un’esplosione è avvenuta ieri mattina intorno alle 6 a Villefranche-sur-Saone, nella regione del Rodano-Alpi davanti a un risto-kebab nei pressi di una moschea. Fonti della prefettura riferiscono che si è trattato di un gesto «criminale» e l’indagine è stata affidata alla polizia giudiziaria. Mercoledì sera intorno alle 20 due colpi di arma da fuoco sono stati esplosi contro una sala di preghiera musulmana a Port-la-Nouvelle, nell'Aude, in Francia. La sala viene frequentata da una cinquantina di fedeli che un’ora prima erano riuniti in preghiera.
Poliziotta freddata alla periferia di Parigi
Ferito un collega, caccia al killer in fuga Intimidazioni contro luoghi di culto islamici
