Esteri

Brasile, vince Lula e crolla la Borsa. Caos sui mercati e veleni sul voto

Contrattazioni sospese a San Paolo poi il crollo a due cifre

La Borsa di San Paolo, dopo una sospensione delle contrattazioni di 30 minuti, ha aperto registrando un calo di quasi il 17%, il giorno successivo alla clamorosa rielezione del presidente di sinistra Luiz Inácio Lula da Silva, che ha sconfitto il conservatore Flávio Bolsonaro, il figlio dell’ex presidente brasiliano Jair. Il dollaro ha registrato un’impennata del 12% rispetto al real brasiliano, dopo la sorprendente vittoria di Lula al secondo turno delle elezioni, dopo che Bolsonaro, considerato più favorevole al mercato, aveva vinto il primo turno.

Bolsonaro Jr ha contestato i risultati dopo la decisione del Tribunale supremo federale di tenere aperti i seggi per altre due ore, annunciata tre minuti prima della chiusura. Bolsonaro Jr ha rimarcato che il giudice del Tribunale supremo Cristiano Zanin è l’ex avvocato di Lula e lo ha accusato di aver “cambiato le regole del gioco a partita in corso”. “È impossibile riconoscere i risultati delle elezioni alla luce di quanto accaduto”, ha tuonato.

La sospensione delle contrattazioni era avvenuta in vitrù dell’attivazione del circuit breaker. È la prima volta che il meccanismo viene attivato dal marzo 2020, durante la pandemia di coronavirus. Ne dà notizia Folha de S.Paulo spiegando che il circuit breaker è un meccanismo che interrompe temporaneamente le contrattazioni in Borsa nei momenti di forti ribassi. Dopo lo stop, tuttavia, la tendenza non si è arrestata.

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