Esteri

Papa Francesco lancia l'hashtag: "#PrayersForParis"

Il Pontefice invita i fedeli a pregare contro la crudeltà dell'integralismo

Qualcuno parlò di Clash of Civilizations, letteralmente "scontro di civiltà". Un ideale del post modernismo, una teoria politica che emerge alla fine del Novecento. Quando tutti i muri sembravano caduti e la storia sembrava essere finita (vedi The end of History, ndr), un nuovo nemico si presenta di fronte alla cultura occidentale. Il terrorismo, l'estremismo islamico fatto di sangue e rabbia, colpisce l'eresia cristiana e l'apostasia musulmana seminando morti nel cuore dell'America. L'arma dell'odio religioso colpisce una società secolarizzata e non esiste difesa collettiva che tenga di fronte alla volontà distruttrice dell'integralismo. Undici settembre. Siamo feriti da quella mattina del 2001, quando un attacco suicida fece registrare 3mila morti. Un massacro in nome di Allah che aprì una nuova fase di paura nella società occidentale. Questo stato d'animo, nemico della società aperta popperiana, conduce a un conflitto lungo ormai tredici anni tra due mondi. Lo scontro di civiltà è un libro del 1996 dello scienziato politico statunitense Samuel P. Huntington. In questo saggio Huntington sostiene che le identità culturali e religiose saranno la fonte primaria di conflitto nel mondo post-Guerra fredda. La teoria era stata originariamente formulata in un articolo del 1993 su Foreign Affairs dal titolo "The Clash of Civilizations?", in reazione al libro del 1992 di Francis Fukuyama, The End of History and the Last Man. Contrariamente a quel che spesso si crede, l'espressione "scontro delle civiltà" non è stata coniata da Huntington, ma sembra essere apparsa per la prima volta in un articolo di Bernard Lewis, comparso nel 1991 su The Atlantic Monthly intitolato The Roots of Muslim Rage. Il 14esimo anno. Il Papa twitta ormai fluentemente sul social network e proprio da questa finestra lancia un appello: #PrayersForParis, preghiere per Parigi. "L'attentato di ieri ci fa pensare a tanta crudeltà, crudeltà umana. A tanto terrorismo, sia al terrorismo isolato, sia al terrorismo di Stato". Il Pontefice durante la celebrazione della messa di questa mattina a Santa Marta fa sapere che si tratta della crudeltà della quale è capace l'uomo. "Preghiamo, in questa messa, per le vittime di questa crudeltà. E preghiamo anche per i crudeli, perché il Signore cambi il loro cuore".   #PrayersForParis — Pope Francis (@Pontifex) 8 Gennaio 2015     "Tutti hanno responsabilità per quanto accaduto". L'imam egiziano Abu Omar ne è certo. E' noto per il suo sequestro a Milano nel 2003. Ora vive in Egitto e punta l'indice contro la rivista, contro la magistratura francese, ma anche contro il Vaticano, che avrebbe dovuto prendere posizione contro le vignette blasfeme pubblicate in passato da Charlie Hebdo, che sarebbero il movente dell'attacco di ieri. La rivista ha sbagliato quando ha pubblicato le vignette - dice - perché le ha pubblicate senza considerare il sentimento dei musulmani francesi. E anche i giudici hanno sbagliato, perché hanno preso le difese del giornale con la scusa della libertà di espressione, nonostante la stessa magistratura francese abbia preso posizioni molto dure contro i negazionisti dell'olocausto". Secondo l'imam anche il Vaticano e il pontefice di allora, Joseph Ratzinger, avrebbero dovuto prendere posizione sull'argomento e spiegare che la pubblicazione di quelle vignette è contro gli insegnamenti celesti. Infine ammette che la responsabilità è anche dei giovani che hanno eseguito l'attentato, che avrebbero dovuto considerare che vivono in una società europea dove attaccare le cose sacre è normale. Avrebbero potuto reagire con manifestazioni e con un'opposizione pacifica, spingere la gente a pensare in modo ragionevole, senza usare la violenza. Le conseguenze più gravi dell'attentato sono per i musulmani che vivono in Occidente: "Questa azione farà aumentare l'islamofobia e danneggerà la posizione degli immigrati musulmani in Europa". Il multiculturalismo scricchiola. Ogni massacro, ogni attacco alla nostra identità è una trappola di chi non crede nella libertà. Come afferma Huntington: in una società moderna in cui vengono garantiti i diritti fondamentali dell'individuo, gli attacchi religiosi non possono essere tollerati. In una democrazia liberale in cui le libertà di espressione sono garantite dalla Costituzione, è impensabile imbavagliare la satira con il sangue. Sarebbe un brusco tentativo d'imporre il Corano sulle nostre leggi. Di negoziare la nostra libertà con la loro fede. Sottomettere la nostra identità alla loro, rinunciando a essere ciò che siamo. Ciò in cui crediamo.

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