Esteri

Charlie Hebdo, sul blog di Grillo spunta la teoria del complotto

Il professor Giannuli analizza gli otto punti "oscuri" della strage: dalla carta d'identià nell'auto al flop dei servizi segreti

Era solo questione di ore. E stamattina, puntuale, è arrivato. Mentre in Francia prosegue la caccia ai due terroristi che hanno ucciso 12 persone nella redazione del settimanale satirico Charlie Hedbo, in Italia, sul blog di Beppe Grillo, spunta la teoria complottista. Perché come scrive il professore Aldo Giannuli "la strage è islamica, però.....che gran puzza di bruciato!". Otto i punti "oscuri" su cui si concentra l'attenzione dello storico. Il primo è la poca protezione attorno alla redazione del giornale che pure era considerato "obiettivo sensibile". Quindi una disamina sui servizi segreti francesi: "Sono fra i migliori del mondo ed hanno una scuola di pensiero molto avanzata, ma poi si fanno fregare in questo modo da tre ragazzi che vanno in giro armati di kalashnikov a fare strage di giornalisti?". "E le armi - prosegue Giannuli - dove se le sono procurate?". Ci sono poi i "diversi errori che fanno pensare a persone di recente addestramento" e la carta d'identità: "Ma voi dove avete mai visto dei terroristi che vanno a fare un'azione portandosi appresso la carta d'identità che poi dimenticano in auto? Non è che per caso qualcuno ha volontariamente lasciato lasciato la carta d'identità di un altro per depistare le indagini?". Ma il professore non si ferma qui. "Meno che mai - è il sesto punto - si ricordano terroristi che agiscono perdendo tanto tempo durante la fuga e dopo aver avuto ben due scontri a fuoco con auto della polizia". Non solo, ma calcolando proprio i ritardi nella fuga, il fatto che i giornalisti sul tetto avranno sicuramente avvisato la polizia, e così avranno fatto anche gli agenti che sono stai uccisi, Giannuli si stupisce che nel frattempo le strade non siano state bloccate per impedire che i terroristi scappassero. Ultimo punto il "preteso autista del complotto" che si è costituito con tanto di alibi: "Ovviamente è possibile che il giovanotto sia effettivamente fra gli attentatori e che, vistosi perduto, si sia volutamente consegnato dopo aver messo insieme un qualche alibi. Ma potrebbe anche darsi che effettivamente non c'entri il che farebbe traballare tutto l'impianto". Insomma, conclude Giannuli, "resto dell'idea che la pista della strage jihadista sia quella nettamente più probabile questo però non vuol dire che nella questione non possano esserci altre 'manine' di ben altra qualità". Et voilà, il complotto è servito.

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