Il marò Massimiliano Latorre è stato operato al cuore nella mattinata di ieri, presso l’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Policlinico San Donato, nel comune di San Donato Milanese, alla porte di Milano. L’operazione, che si è conclusa con successo, ha avuto l’obiettivo di riparare il «forame ovale pervio», una malformazione congenita. Il delicato intervento è stato eseguita dal dottor Mario Carminati, responsabile di Cardiologia pediatrica e delle cardiopatie congenite dell’adulto. La decisione di sottoporre il paziente all’operazione è stata presa dopo che gli accertamenti diagnostici eseguiti in precedenza non hanno identificato fattori di rischio ricollegabili all’evento ischemico subito dal paziente, se non appunto la presenza della patologia cardiaca. Il forame ovale pervio è un’anomalia del cuore, per la quale l’atrio destro del muscolo cardiaco comunica con l’atrio sinistro, permettendo così il passaggio di una quantità, più o meno rilevante, di sangue dall’uno all’altro. L’anomalia è diffusa in una percentuale tra il 15 e il 30% della popolazione normale, senza necessariamente provocare problemi clinicamente rilevanti. Tuttavia questa malformazione, in alcuni casi, può essere fonte di una «embolia paradossa»: un trombo presente nell’atrio destro può passare in quello sinistro ed entrare in circolazione. E se il trombo, cioè un piccolo grumo di sangue, entra in un’arteria cerebrale può occluderla, causando un’ischemia cerebrale più o meno grave. La procedura di chiusura del «forame ovale pervio», hanno spiegato dalla struttura sanitaria, è stata eseguita introducendo attraverso la vena femorale un catetere che ha raggiunto l’atrio destro e, attraverso il forame, l’atrio sinistro. Un dispositivo di occlusione, denominato comunemente «ombrellino», dall’interno del catetere, è stato sistemato a livello del setto interatriale, «tappando» la comunicazione tra i due atrii. Il perfetto posizionamento dell’ombrellino, è stato dichiarato con soddisfazione dalla struttura sanitaria, è stato verificato sia con i monitor della fluoroscopia che con l’ecocardiogramma transesofageo. Il dottor Carminati è lo stesso cardiologo che nel 2011 operò il calciatore Antonio Cassano, come anticipato nei giorni scorsi da Il Tempo, per la stessa malformazione cardiaca. Il termine intervento, è stato spiegato, non è appropriato, visto che fa pensare alla chirurgia, mentre in questo caso si è trattato di una procedura attuata con una sonda attraverso la vena femorale. Quanto tempo Latorre resterà al San Donato ancora non è stato stabilito. Di prassi per questo tipo di «procedura» la degenza non dura più di qualche giorno. E qui finisce la scienza medica ed inizia il braccio di ferro sul caso marò tra India e Italia. Il fuciliere ingiustamente sotto accusa a Nuova Delhi, secondo indiscrezioni, ha tutte le intenzioni di rientrare in India, nel timore di ritorsioni contro il commilitone Girone, entro i termini stabiliti (sarebbe dovuto tornare il 13, ma la Corte Suprema Indiana ha accordato tre giorni di proroga). «Latorre non può rientrare in India. No ai ricatti indiani, la comunità internazionale batta un colpo. Riportiamo a casa Girone», taglia corto la parlamentare Ncd Barbara Saltamartini. Ma nessuno può impedire a Latorre di rientrare tranne, forse, i medici. Tutto dipende da come si riprenderà il marinaio nei prossimi giorni. Indiscrezioni indicano anche un probabile intervento dei legali italiani alla Corte Suprema di Nuova Delhi per ottenere ancora qualche giorno di proroga.
Latorre operato prepara le valigie
Il militare angosciato da ritorsioni sul compagno vorrebbe rientrare in India
