Massimiliano Latorre è ricoverato in un ospedale di Milano per accertamenti. Il fuciliere di Marina, ingiustamente accusato in India di aver fatto fuoco su due pescatori insieme con il commilitone Salvatore Girone, è al Policlinico San Donato, alle porte del capoluogo lombardo, per seguire il programma di recupero dall’ischemia che lo ha colpito alla fine di agosto, mentre si trovava in India con Girone. E appare evidente che il militare italiano, sottoposto da quasi tre anni a un calvario giudiziario, sta scontando il peso fisico e psicologico di un soldato della pace, trattato come un pirata. Paola Moschetti, la compagna di Massimiliano, abitualmente riservatissima, si è lasciata andare a un lungo sfogo sulla sua pagina Facebook, in occasione dell’arrivo del nuovo anno. Paola ha fatto una sorta di bilancio, doloroso e angosciato, definendo il 2014 lasciato alle spalle come un anno che non può essere definito positivo «perché aver visto il mio compagno rischiare la sua vita in un ospedale indiano e a distanza di quattro mesi esatti avere ancora serie problematiche di salute non può rappresentare motivo di felicità». E «vedere la luce di un terzo anno sapendo che la situazione giudiziaria che coinvolge ingiustamente lui ed il suo collega è ancora irrisolta non regala certo tranquillità. Eppure sono innocenti. Eppure stavano svolgendo il loro dovere». Il messaggio di Paola Moschetti. Latorre prosegue: «Desideri per il nuovo anno?» Naturalmente «che Massimiliano possa superare i suoi problemi di salute e ritrovare anche solo parte di quella serenità che l’ingiustizia che subisce gli sta togliendo di giorno in giorno», mentre invece per Salvatore desidera che «possa finalmente far rientro dai suoi cari». Non solo. Dal 2015 Paola s’attende «che sia restituito a noi tutti parte di quel che ci è stato sottratto ponendo fine a questa acuta sofferenza». E nell’augurare agli italiani «salute e serenità», perché a suo avviso sono «le uniche due cose che davvero contano», la compagna di Latorre ringrazia quanti sono «instancabilmente al nostro fianco, ormai siete parte delle nostre vite rappresentando un valore imprescindibile: la solidarietà!» Certo, «un brindisi amaro quello della mezzanotte, ma cercheremo di non togliergli quel retrogusto dolce che solo la speranza può regalare. Buon anno a tutti!». Queste parole Paola Moschetti Latorre le ha scritte a una manciata di giorni dal presunto rientro di Massimiliano in India, fissato originariamente per il 13 gennaio e poi beffardamente prorogato dalle autorità indiane di tre giorni, al 16 gennaio. È già stato chiarito tanto dal dicastero della Difesa quanto da quello degli Interni che Massimiliano, per il quale si rende necessario in tempi brevissimi un delicato intervento chirurgico, non potrà certo tornare in India entro questi termini. Qui entra in gioco la «strategia indiana». Le autorità di Delhi non hanno concesso il permesso natalizio a Girone proprio per esercitare quella pressione psicologica che ora pesa sulle spalle di Massimiliano. Latorre e Girone sono una squadra e il primo è il superiore dell’altro. Salute o non salute Massimiliano potrebbe essere indotto a rispettare in tutti i modi i termini del rientro, per evitare ritorsioni sul commilitone, anche se questo può costargli molto caro. Una scelta che un militare che ha scelto di difendere la pace al rischio della vita non deve essere costretto a fare.
Latorre in ospedale per il peso dell’ingiustizia
Lo sfogo della compagna Paola: "La situazione non permette tranquillità2. Imminente l’operazione al cuore, impossibile il rientro in India entro il 16. LEGGI ANCHE: Girone tenuto prigioniero
