Mentre in Italia migliorano le condizioni del medico di Emergency contagiato da Ebola, la Cina dà il via ai test per un nuovo vaccino contro la febbre emorragica. E l’Africa si «aggancia» ai satelliti per permettere ai sanitari che combattono la malattia sul campo di comunicare con le nuove tecnologie. Dopo 24 giorni dal ricovero all'ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma, l’infettivologo siciliano colpito da Ebola sta meglio. Lasciato il reparto di Rianimazione, è tornato nella stanza al primo piano nel settore ad «alto isolamento». «Il paziente respira ormai da giorni senza l’aiuto di macchinari, si alimenta in autonomia e si è alzato dal letto per fare qualche passo», fa sapere la task force che lo sta curando. La prognosi comunque rimane riservata, ma c’è la possibilità possa essere dimesso presto se le condizioni cliniche miglioreranno ancora per festeggiare il Capodanno a casa, ad Enna, dove l’aspetta la famiglia. Intanto è gara tra i paesi per cercare un vaccino capace di prevenire la terribile malattia. La Cina ha approvato un test sull’uomo per un ritrovato anti- Ebola studiato da un istituto di ricerca militare. Lo ha reso noto il dipartimento logistico generale dell’Esercito popolare di liberazione cinese, affermando che il farmaco si basa su un gene mutato del virus ed è stato studiato per combattere il ceppo responsabile dell’epidemia in corso in Africa occidentale. Il vaccino, realizzato dall’Accademia di scienze mediche militari, si presenta attualmente sotto forma di polvere liofilizzata, soluzione che lo rende stabile per almeno due settimane fino a temperature massime di 37 gradi centigradi. Tale condizione renderà il farmaco adatto alla regione colpita dal virus e sarà di aiuto nella produzione su larga scala, come afferma un rapporto stilato da 17 esperti sul campo. Nella lotta contro Ebola ci sono anche i satelliti. Eutelsat ha annunciato la collaborazione con NetHope per potenziare le soluzioni di connettività a supporto delle organizzazioni umanitarie in Africa. Le apparecchiature per la banda larga via satellite, che forniranno accesso ad Internet, comunicazioni voce e servizi di videoconferenza, sono arrivate ad Accra, in Ghana, dove l’Onu ha installato la Missione per la risposta all'emergenza Ebola (Unmeer). Le attrezzature sono dirette in Liberia, Sierra Leone e Guinea, per essere impiegate nelle aree con scarse possibilità di comunicazione, con lo scopo di aiutare gli operatori umanitari impegnati ad arginare la diffusione dell’epidemia. Grazie al collegamento diretto con uno dei 35 satelliti Eutelsat, questi strumenti saranno in grado di fornire un volume di 1,2 terabyte di dati per i prossimi 6 mesi, mettendo a disposizione di medici e operatori sanitari una rete di comunicazione solida attraverso terminali auto-installanti che si possono attivare in meno di due ore e che sono facilmente trasportabili al seguito delle missioni operanti in prima linea.
Ebola, si è alzato dal letto il medico contagiato
Per l’infettivologo siciliano ricoverato allo Spallanzani la prognosi resta comunque riservata. In Cina l’Accademia militare di scienze mediche avvia i test sull’uomo per un nuovo vaccino. In Africa i satelliti in aiuto dei sanitari che combattono l’epidemia
