Esteri

Tortura, il rapporto Usa: "Inganni, disonestà e brutalità" della Cia

Cinquecento pagine desecretate. Un report pubblicato sul web dopo 5 anni di indagini che fa luce sulle pagine più buie del dopo 11 settembre.

Abu Zubaida è il primo terrorista a essere detenuto segretamente dall'intelligence americana in Pakistan. E' il 2002 e gli Stati Uniti bombardano a tappeto l'Afghanistan, convinti di poter spazzare via il terrorismo dalle montagne che tagliano in due il paese. Zubaida è un osso duro e non vuole collabore. E' sottoposto a 83 waterboarding. Dopo essere stato trasferito in un sito in Thailandia viene tenuto in isolamento per 47 giorni, periodo in cui il prigioniero non proferisce parola. Poi, la Cia decide di cambiare tono e alle 11.50 del mattino inizia a darci giù pesante. Viene sbattuto contro il muro, costretto a entrare in una bara e sottoposto a tortura. Vomita e strani spasmi colpiscono il corpo e le sue estremità. Il rapporto. Sei mila pagine in totale, desecretate 500. L'America non rinnega se stessa e guarda al passato senza sconti. "Questa è la forza degli Stati Uniti", afferma Barack Obama. "E' per questa ragione che ho inequivocabilmente messo al bando la tortura quando ho assunto l'incarico, perché uno degli strumenti più efficaci per combattere il terrorismo è tenere gli americani al sicuro, è rimanere fedeli ai propri ideali". In 500 pagine, appunto, la commissione Intelligence del Senato riporta gli atti brutali che seguono l'11 settembre 2001. Le torture a cui sono sottoposti i terroristi a Cuba, nel carcere di Guantànamo, stridono con la Costituzione americana. Così come stride con la credibilità Usa il documento sfornato, per alcuni, con il preciso intento di gettare fango sull'ex presidente George W. Bush. “Enhanced Interrogation Techniques” (EITs) on senior al Qaeda figures in the years after 9/11 è il titolo del report. Un rapporto che parla di "inganni, disonestà e brutalità" della Cia. Di menzogne e parole prive di senso dichiarate negli anni dallo staff del presidente americano. E il ricordo non può non andare ai fatti tremendi, alle umiliazioni subite nel carcere di Abu Ghraib in Iraq o quanto viene commesso a largo delle coste del golfo Persico dalla stessa amministrazione democratica nei primi anni del suo mandato. Solo chi crede nella libertà americana può ingoiare il fascicolo senza perdere l'orientamento. Piccolo particolare, certo, ma che fa riflettere. Il documento non va inteso come caso politico, bensì come tema umanitario. Il waterboarding, l'annegamento simulato, la privazione del sonno e le altre tecniche utilizzate dai servizi segreti americani sono scritte nero su bianco e consultabili online. Secondo Dianne Feinstein (D. Calif.), capo della commissione, ci sarebbero quattro conclusioni da trarre: le tecniche di interrogatori rafforzati non erano efficaci. La Cia ha fornito ai parlamentari e al pubblico informazioni ampiamente inesatte sul programma e sulla sua efficacia. La gestione del programma da parte della Cia è stata inadeguata e profondamente viziata. Il programma è stato di gran lunga più brutale di quanto riferito dalla Cia ai parlamentari e al pubblico americano. Nel rapporto si rivela, tra l’altro, come il personale medico dell’agenzia ad un certo punto abbia lamentato il fatto che i cosiddetti waterboarding fossero diventati una serie di annegamenti quasi veri e propri. E che venivano compiute violenze e torture che non erano mai state approvate. Al cuore di queste pagine si arriva solo analizzando il popolo americano e la sua paura dopo il crollo delle torri gemelle, una società aperta come quella occidentale che dopo anni di silenzio prova a rialzarsi. Senza dimenticare i tre giornalisti americani decapitati dall'Isis nei mesi scorsi, il Congresso pubblica 5 anni di ricerca. Il report, scrive Feistein serve principalmente come allarme per il futuro. "Non dobbiamo permettere che nei prossimi anni si ripetano atti del genere".  Nelle varie pagine si parla di prigioni segrete in Asia e nell'Europa dell'Est: Afghanistan, Thailandia, Romania, Lithuania e Polonia. Queste sono solo alcune dei carceri che vengono utilizzati dai servizi segreti americani. Al Zubaida, la conclusione. Proprio in Thailandia, dove era stato trasferito, il terorista viene punito per 17 giorni. Il waterboarding lascia il prigioniero spento con bolle che gli escono dalla bocca. I memo della Cia riportano che gli ufficiali autori delle persecuzioni fossero sconvolti e preoccupati. Due o tre erano sul punto di chiedere il trasferimento. Zubaida viene imprigionato in spazi angusti per quasi 300 ore. Nell'ottobre del 2002 , Bush viene informato della sua prigionia. Al Zubaida non parla né condivide informazioni significative nonostante "fosse sincero fin dall'inizio", stando a quanto emerge dal rapporto.

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